Super partes “de destra e de sinistra”

Nel meraviglioso dibattito che ha caratterizzato il sabato del villaggio globale del Partito Democratico a proposito del “chi ce piazzamo mo’ al Quirinale”, è stato ripetuto molte volte, fino alla nausea, il concetto del candidato “super partes”. Un luogo comune che, nella limitata fantasia progressista, ha ormai sostituito la parola d’ordine degli anni ’90, allorché Silvio Berlusconi entrò in politica: la par condicio.

Ma che significa essere super partes? Bisogna premettere che il concetto – che applicato alla politica finisce per negarle legittimità, con buona pace di chi depreca l’antipolitica – ha una valenza diversa, se non opposta, allorché si analizzi da destra o da sinistra. Se uno è di destra, per definizione, non può essere super partes o terzo. Caratteristica che, forzosamente, si vuole introdurre tra i criteri di scelta di un capo di Stato, come se all’estero non venissero eletti presidenti di destra, di sinistra, di centro o persino verdi. In Italia uno di destra o è considerato un capo politico (Berlusconi) o un capopopolo (Matteo Salvini e Giorgia Meloni), secondo l’accezione semantica di chi è di sinistra. E perciò, per toccare palla in una questione così delicata come l’elezione del Presidente della Repubblica (dopo soli 72 anni dalla sua fondazione), si deve virare su un candidato di finta destra. Come il caffè d’orzo o la cannabis senza thc.

Se invece il concetto di super partes lo si analizza da sinistra, praticamente ogni candidato diventa super partes. Da Romano Prodi a Rosy Bindi passando per Paolo Gentiloni, Walter Veltroni e lo stesso Sergio Mattarella, il centrosinistra è una fabbrica di candidati super partes. A loro è richiesto solo – e al massimo – che non siano più centrali nelle strategie politiche attuali dello schieramento cui, comunque, sono sempre appartenuti. Stanno lì, in panchina, in attesa di essere messi in qualche posto utile a chi manovra il tutto. Nella fattispecie al Quirinale. Con questa allegra e rinnovata consapevolezza prepariamoci dunque a vederne delle belle, e di ogni colore, nei prossimi 20-30 giorni. Amen.