Sms perentorio

L’unica giustificazione plausibile può essere costituita soltanto dalla indubbia inesperienza (e incompetenza) degli interlocutori; altrimenti l’sms che il primo giorno delle votazioni per l’elezione del Capo dello Stato è stato inviato da Giuseppe Conte ai grandi elettori pentastellati sarebbe al limite del comico.

Recitava perentoriamente l’infausta indicazione di voto: “Scheda bianca (ovvero senza alcun nome scritto)”.

Conte temeva forse che tra i suoi qualcuno potesse scrivere “scheda bianca” sulla scheda elettorale o, forse ancora, che qualcun altro si alzasse in piedi a battere le mani allorquando il numero delle schede prive di preferenza avesse raggiunto il quorum. L’applauso, del resto, sarebbe stato più che giustificato: una donna (Bianca Scheda) che sale al Quirinale, novità assoluta! Ed i vari Toninelli, Bonafede, Buffagni ad esaltare il successo della scelta compiuta dal Movimento 5 Stelle mentre, in un angolo nascosto, Conte si lascia andare ad un disperato pianto.