Verona, centrodestra: è iniziata la caccia al “colpevole”

Francesco Lollobrigida attende “le scuse” di Flavio Tosi. La sconfitta storica di Verona brucia ancora. Nel centrodestra è iniziata la caccia al “colpevole”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera è convinto di averlo trovato. Lo sostiene in un’intervista al Messaggero. Secondo il dirigente di Fdi, “un esito non brillante ai ballottaggi non può cancellare il pieno di voti ottenuto al primo turno delle amministrative dal partito che ha trainato al successo il centrodestra in molte città”. Per quanto riguarda Verona, “non è mai accaduto, da quando esiste il centrodestra – sottolinea – che una forza politica che governa, al momento del voto spacchi la coalizione e scelga e di sostenere un esponente che non fosse di centrodestra”.

Lollobrigida attacca: “Se, come sostiene Tosi, Federico Sboarina (candidato voluto da Fdi, ndr) era il candidato sbagliato, certamente gli elettori di Verona hanno certificato che Tosi lo era molto di più. Ci domandiamo, visto l’esito, come mai non arrivino delle scuse per aver spaccato il centrodestra e l’impegno ad evitare lo stesso errore in futuro”. Il valore aggiunto del centrodestra “è l’unità, la lealtà, la correttezza, la condivisione di un programma. Quando la coalizione dà questa situazione agli elettori, il centrodestra è vincente. Quando è litigioso e frammentato, gli elettori rispondono negativamente. Comunque, l’unità del centrodestra per Giorgia Meloni è un valore. Lo abbiamo dimostrato anche quando non ci conveniva”. Lollobrigida è d’accordo “nell’allargare la coalizione verso il centro, perché vogliamo un centrodestra forte. Altra cosa, però, è che ci sia un centro disposto ad allearsi con tutti pur di occupare poltrone. Quel centro lì a noi interessa molto meno. Di Maio, Calenda e Renzi sono lontani dal nostro modello di centro”.

Dal canto suo, Flavio Tosi non solo non fa autocritica, ma attacca il sindaco uscente. A Verona, Federico Sboarina “non ha governato bene. Lo sapevano anche Fratelli d’Italia e la Lega. Infatti, Matteo Salvini voleva appoggiare me, pure la base leghista premeva, ma Luca Zaia si è opposto”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica Flavio Tosi. Secondo l’ex primo cittadino, Sboarina “ha spaventato la città. Verona è sempre stata democristiana. Non vuole strappi. Non ama gli estremismi”. Con lui, Tosi ha “un’incompatibilità di carattere, io sono empatico, lui non esattamente. Mi ha querelato più volte”, aggiunge l’ex sindaco, che stima invece il nuovo primo cittadino Damiano Tommasi: “È un uomo intelligente. Molto dipenderà dagli uomini che gli affiancherà il Pd”. Per Tosi, Zaia non ha voluto appoggiarlo perché “non voleva un sindaco forte, per lui Sboarina era l’ideale”.

Con l’apparentamento, il centrodestra avrebbe vinto: “Invece così – osserva l’ex sindaco – la distanza è rimasta invariata rispetto al primo turno. Ho sempre fatto gioco di squadra, io. Ora ringrazio Silvio Berlusconi della fiducia, e sono a disposizione senza chiedere niente”. Rispetto alla scelta di Giorgia Meloni. “Ha preteso Sboarina – commenta – ma poi manco l’ha controllato”. La leader di Fdi “vuol fare il premier, ma oggi in Italia, visti i 200 miliardi che arrivano da Bruxelles, non può che farlo uno filo-europeo. Lei non lo è”. La Lega “dovrebbe smarcarsi da Fratelli d’Italia e allearsi con Forza Italia. Meloni è come Marine Le Pen: ha tanti voti, ma è destinata a perdere”.