Governo, Draghi e le fibrillazioni di M5s e Lega

Mario Draghi ha interrotto anzitempo la sua partecipazione al vertice Nato di Madrid. Le fibrillazioni all’interno della maggioranza che sostiene il “governo delle larghe intese” lo hanno costretto a tornare a Roma. Il premier stamattina si è recato al Quirinale, per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ufficialmente il capo del governo è salito al Colle per fare il punto e riferire sugli ultimi appuntamenti internazionali come il G7 e il vertice Nato. La realtà è ben diversa. Draghi deve fronteggiare il primo, vero, rischio di caduta. Non a caso, cresce il pressing degli iscritti e dei deputati e senatori M5s su Giuseppe Conte per uscire dal governo e mantenere eventualmente l’appoggio esterno. Lo si sottolinea in ambienti grillini qualificati che, tra l’altro, non vedono all’orizzonte un faccia a faccia tra il leader pentastellato e il premier.

Un fatto è certo: nel governo si respira aria di crisi. Ieri Conte ha accusato il premier di un’ingerenza indebita. In pratica, è convinto che Draghi abbia chiesto a Beppe Grillo di rimuoverlo dal Movimento; “Un’intromissione grave”, ha detto. Per queste ragioni, Conte invoca un chiarimento politico. Così ieri sera è salito al Colle per un colloquio di un’ora con Mattarella. Intanto, Draghi ha smentito le pressioni sul Movimento e ha convocato un Consiglio dei ministri sulle misure contro il caro bollette. Fonti di Palazzo Chigi invitano a non drammatizzare e ribadiscono che la decisione di Draghi di rientrare anticipatamente a Roma è legata alla convocazione del Cdm, che si terrà in giornata, convocato per esaminare un provvedimento urgente contro i rincari delle bollette e assestamento di bilancio.

“L’intromissione” nasce dall’intervista al Fatto Quotidiano rilasciata da Domenico De Masi. Il sociologo ha riferito una confidenza ricevuta da Beppe Grillo nei suoi tre giorni a Roma. Pare che Mario Draghi avrebbe chiesto al garante di “rimuovere Giuseppe Conte dal M5s, perché inadeguato”. “Non è mai successo”, è la smentita di Palazzo Chigi arrivata all’ora di cena, quando ormai il caso è deflagrato. Ma a preoccupare il presidente del Consiglio non sono solo Conte e il Movimento 5 stelle. Anche la Lega promette battaglia. In particolare sullo Ius Scholae e la Cannabis.

Intervistato dal Corriere della Sera, Matteo Salvini osserva che “questo governo non è nato per spalancare le porte ai 27mila clandestini sbarcati fino a ora”. Poi attacca dem e pentastellati: “Osserviamo con preoccupazione le continue provocazioni di Pd e 5 stelle. Invece di lavorare in Parlamento sull’aumento di stipendi e di pensioni, legalizzano droghe e regalano cittadinanze facili. Legalizzare le droghe sarebbe una follia: non riduce la criminalità, anzi rafforza le organizzazioni criminali che potranno agire alla luce del sole, ha effetti pesanti sulla salute dei giovani favorendo l’ingresso dei ragazzi nel mondo della droga”.

Quanto allo Ius scholae riflette: “I dati Istat dimostrano una devianza molto elevata fra i giovani immigrati, notevolmente superiore rispetto ai coetanei italiani. Le percentuali di devianza e le differenze rispetto agli italiani si riducono invece notevolmente dopo i 45 anni”. Secondo Salvini, “è necessario un vero percorso di integrazione. La cittadinanza va meritata non regalata. In caso contrario si rischia di aumentare la disgregazione sociale”. Per la Lega, “gli italiani vogliono risposte su lavoro, costi dell’energia, inflazione che erode pensioni e salari, abbattimento del carico fiscale, liberazione dai lacci burocratici. Bloccare il Parlamento per votare Ius scholae e droga libera è contro gli interessi del Paese. Siamo stati fin qui molto responsabili: dalla guerra alla pandemia alla riforma fiscale, pur facendo valere le nostre posizioni. La dialettica è il sale della democrazia. Non possiamo però accettare una forzatura che rischia di danneggiare l’Italia e gli italiani”.

Per il capogruppo leghista alla Camera, Riccardo Molinari, “la sinistra ha minato alle basi quelli che sono stati i presupposti dell'ingresso della Lega in un governo di unità nazionale. Questo governo è nato per uscire dalla pandemia e gestire il Pnrr, per parlare di lavoro pensioni, economia. In queste ore, invece, su proposta della sinistra e dei 5 stelle, si sta discutendo di Ius Scholae e di liberalizzazione delle droghe. Abbiamo fatto presente che per noi è inaccettabile portare in discussione degli argomenti così divisivi che sono fuori dall'agenda di governo. Abbiamo sollevato per tempo la questione e la risposta della sinistra è stata arrogante. Ci aspettiamo di capire dai capi dei rispettivi partiti e anche dal governo cosa intendono fare perché così non si può andare avanti.