Dl aiuti bis, in Senato intesa sul superbonus

L’intesa è stata raggiunta. Al Senato è stato trovato l’accordo sul Disegno di legge aiuti bis riformulato dell’emendamento sul superbonus. È quanto riferiscono i presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama e relatori del provvedimento, Daniele Pesco (M5s) e Luciano D’Alfonso (Pd), che ringraziano l’esecutivo. Il testo sarebbe quello illustrato ieri sera a grandi linee e sul quale i gruppi avevano espresso un consenso di massima. Il testo ha ricevuto il via libera del Governo. Secondo il sottosegretario all’economia Federico Freni “accontenterà tutti”.

In una nota, la viceministra dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, dimaiana doc, sostiene che “sul Superbonus, come avevo anticipato ieri, abbiamo individuato una soluzione che ritengo possa trovare il consenso del Parlamento. Abbiamo depositato la norma in Commissione e verrà votata in mattinata”. Per Castelli, “serve a garantire cittadini ed imprese, e soprattutto a far camminare una misura che abbiamo fortemente voluto e costruito, con l’obiettivo di garantire, in questi anni post Covid, la ripresa del settore edile e la crescita del Pil. Un obiettivo che è stato ampiamente raggiunto”.

La responsabilità in solido di chi cede i crediti fiscali scatterà solo in presenza di “dolo o colpa grave”. Il Mef è intervenuto sul testo del dl Rilancio del 2020 che prevedeva la responsabilità in solido del fornitore e dei cessionari per il pagamento dell’importo.

Esulta la Lega con il senatore Alberto Bagnai che stamane su Twitter annunciava la presentazione del nuovo emendamento per “salvare le imprese che hanno crediti nel cassetto fiscale e non riuscivano a cederli”. “Viene così soddisfatta l’esigenza da sempre posta dalla Lega di assicurare un quadro normativo stabile alle imprese, nel rispetto del principio supremo della certezza del diritto e assicurando al contempo che il superbonus non alimenti un circuito opaco di frodi a danno dell’erario”, scrive l’economista della Lega in una nota. “La norma – ha aggiunto – salva le imprese che hanno crediti nel cassetto fiscale e che non riuscivano a cederli: si sblocca il meccanismo della responsabilità solidale, garantendo certezza a chi compra i crediti”.

Tempi stretti

La contesa del Superbonus ha fatto slittare già di diversi giorni il via libera del Parlamento ai 17 miliardi di sostegni a famiglie e imprese. E rischia di rallentare anche il varo, da parte del governo, del terzo decreto aiuti, atteso per la fine della settimana sempre che le Camere abbiano approvato la richiesta di utilizzare i 6,2 miliardi di entrate in più registrati tra luglio e agosto.

L’agenda del premier

Dal 19 settembre il premier sarà per tre giorni a New York per l’assemblea generale dell’Onu. Al suo rientro mancheranno due giorni al voto. L’idea del premier è di portare il Consiglio dei ministri il decreto Aiuti ter entro venerdì per mettere in sicurezza anche i prossimi 12-13 miliardi complessivi. Le risorse andranno in gran parte alle imprese, per prorogare ed eventualmente rafforzare il credito d’imposta, mentre sul tavolo rimane ancora anche la Cig scontata. Per le famiglie potrebbe arrivare un ampliamento della platea del bonus sociale.

Smart working

È previsto un pacchetto di interventi sul lavoro. Per i fragili e i genitori di figli fino a 14 anni c’è la proroga a fine anno del diritto allo smart working che era scaduto in estate e non era entrato nel provvedimento originale, spinto dal ministro Andrea Orlando. Si profila la stabilizzazione per i tecnici del Pnrr. Ai tempi determinati basteranno una valutazione positiva e un colloquio per restare dopo il 2027. Prevista anche una proroga immediata per i direttori generali della Pubblica amministrazione che curano progetti del Piano da attuare e contratto in scadenza entro il 31 dicembre.

Soppresso il termine di “docente esperto”

La questione legata al “docente esperto” è stata oggetto di acceso dibattito. La figura sparirà dal decreto, ma resterà la previsione, per i professori, di “essere stabilmente incentivati, nell’ambito di un sistema di progressione di carriera che a regime sarà precisato in sede di contrattazione collettiva”.

Incentivi per la produzione di chip

Tra gli interventi, c’è anche un contributo biennale da oltre 300 milioni alla italo-francese Stmicroelectronics per spingere la produzione nazionale di chip, l’innalzamento da 750 a mille euro del limite di impignorabilità delle pensioni e alcuni aiuti per categorie (società sportive) ed enti (comuni) in crisi per il caro-bollette.

Bonus psicologo e trasporti

È stata potenziata a 25 milioni la dotazione per il Bonus psicologo introdotto dal Milleproroghe e che si richiede all’Inps e che vale un massimo di 600 euro. È stata più che raddoppiata (da 79 milioni di euro a 180 milioni) la dotazione 2022 del fondo che agevola l’acquisto di abbonamenti per i mezzi pubblici. Fino a un massimo di 60 euro a chi ne guadagna meno di 35mila. Innalzato anche il bonus tivù per comprare apparecchi compatibili con i nuovi standard di emissione del segnale: da 30 a 50 euro.

La stretta sugli extra-profitti

Un provvedimento molto contestato riguarda gli extra-profitti. Nel testo è prevista una stretta sanzionatoria nei confronti delle imprese energetiche che non versano il contributo straordinario del 25 per cento sugli extra-profitti introdotto dal “decreto Ucraina bis”. Perdono il dimezzamento della sanzione previsto per i versamenti effettuati con ritardo non superiore a 90 giorni e la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso, in caso di omesso versamento, anche solo in parte, dopo il 31 agosto 2022, per quanto riguarda l’acconto scaduto lo scorso 30 giugno, e dopo il 15 dicembre 2022, per quanto riguarda il saldo con scadenza fissata per la fine di novembre.