Meloni, aborto: “Non voglio abolire la legge 194”

“Non voglio abolire la legge 194 sull’aborto, non voglio modificarla. Voglio applicarla”. E ciò significa anche dare spazio alla “prevenzione”. Lo ha detto Giorgia Meloni in un’intervista nel corso del tg de La7. La leader di Fratelli d’Italia, nello specifico, ha commentato: “Per esempio, vorrei dare un’alternativa a una donna che abortisce per motivi economici: questo non significa diminuire i diritti, ma allargarli”.

A seguire, Meloni ha specificato: “Non è sostenibile la tesi che un partito che ha fatto tutte le battaglie per la libertà di lavoro, di pensiero, di voto, di impresa possa essere considerato un partito che voglia portare un regime in Italia. Bisogna interrogarsi perché invece si vuole creare un mostro”.

Giorgia Meloni, in video-collegamento con una iniziativa della Confartigianato, a Roma, ha pure notato: “La sfida ora è soprattutto sul price cap europeo, è l’unica soluzione efficace perché taglia la speculazione. L’altra misura efficace anche a livello nazionale, perché l’Europa è lenta, è il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello delle fonti di energia elettrica”. A tal proposito, ha ipotizzato che sarebbero necessari quasi “3-4 miliardi di euro da qui a marzo come copertura. Per trovarli, si possono usare i fondi della nuova programmazione europea visto che siamo di fronte a un’emergenza. Sul Pnrr è bene fare un tagliando, che non vuol dire ovviamente mettere a rischio le risorse o dilatare i tempi per spenderle. Noi abbiamo semmai il problema contrario, perché l’attuale Governo è andato a rilento sul Pnrr e che si sono alcuni adeguamenti necessari se vogliamo che i soldi arrivano a terra”. Non solo: “Noi abbiamo una grande occasione, se ci mettiamo un po’ intelligenza: oggi l’Italia si trova in situazione geostrategica felicissima, perché i gasdotti del Mediterraneo arrivano tutti da noi e al Sud c’è un clima perfetto per tutte le rinnovabili, per cui se organizziamo le risorse del Pnrr e le usiamo adeguatamente, l’Italia può diventare hub di approvvigionamento energetico europeo”.

Infine, un passaggio sul Superbonus: “Penso che debba essere rivisto, riordinando l’intero sistema delle agevolazioni edilizie e dal mio punto di vista uniformando l’entità dei bonus che non dovrebbero mai superare l’80 per cento del costo sostenuto. Personalmente, lo indirizzerei prevalentemente verso la prima casa, semplificando le norme e con controlli adeguati. Ma abbiamo bisogno di tutelare i cosiddetti esodati del 110 per cento cioè accompagnare alla scadenza della norma, secondo il principio del legittimo affidamento, per cui a chi ha iniziato i lavori non puoi modificare le norme… Era scritto male e applicato anche peggio e quando lo Stato ha visto che era scritto male e applicato peggio e si è accorto di truffe e che ha comportato un impegno monstre di risorse, ha buttato il bambino con l’acqua sporca lasciando in ginocchio le aziende che avevano seguito le indicazioni dello Stato”.