L’Italia s’è destra

Una notte di orgoglio, riscatto, lacrime, abbracci, sogni, ricordi. È la notte di Giorgia Meloni. È la notte del centrodestra che, sulla spinta di Fratelli d’Italia, vince le elezioni. Gli scrutini procedono ma il risultato è ormai abbastanza chiaro, intorno risuona Rino Gaetano con Ma il cielo è sempre più blu anche se la leader di FdI frena: “Ok, cantiamo più tardi”.

È il momento delle analisi e dei risultati, con la coalizione di centrodestra che assapora il gusto della maggioranza alla Camera e a Palazzo Madama. FdI con oltre il 26 per cento, Lega e Forza Italia non arrivano al 10 per cento. La distanza è netta, i diretti interessati però guardano altrove. Giovanni Donzelli, responsabile-organizzazione di FdI, chiarisce: “Siamo sicuri di governare bene. Il buon Esecutivo sarà il miglior collante per il centrodestra: vedo tempi sereni per la politica”. Dello stesso avviso anche Maurizio Lupi di Noi Moderati: “Non c’è nessun rischio per la coalizione”.

Giorgia Meloni si gode questo momento. Accolta dagli applausi di sostenitori, staff, militanti radunati nell’Hotel Parco dei Principi, rimanda di qualche ora le valutazioni più profonde e complete. Allo stesso tempo, sostiene che dagli italiani arriva un’indicazione chiara: un Governo di centrodestra a guida Fratelli d’Italia. A seguire, punta il dito sulla campagna elettorale “oggettivamente non bella”, “con toni al di sopra delle righe,” “violenta”, “aggressiva”. Da qui la considerazione: la situazione in cui versa l’Italia e l’Unione europea è particolarmente complessa. È necessario, quindi, richiedere il contributo di tutti. Ovvero: serve un clima sereno. Giorgia Meloni, tra le altre cose, è rammaricata dell’astensionismo registrato anche in questa tornata elettorale. Così lancia la sfida: tornare a fidarsi delle istituzioni, rinsaldare il rapporto tra Stato e cittadini. Non siamo sudditi.

FdI, alla luce dei fatti, è il primo partito in Italia. Meloni dedica il successo a chi non c’è più. E afferma il concetto: quando questa notte sarà passata, “dobbiamo ricordarci che siamo a un punto di partenza, non di arrivo. È il tempo della responsabilità. Se si vuole far parte della storia, bisogna capire la responsabilità che abbiamo. Non tradiremo l’Italia. Se saremo chiamati a governare la nazione, lo faremo per tutti, con lo scopo di unire il popolo. Esaltando ciò che lo unisce e non quello che lo divide”. E a chiudere, ancora, Rino Gaetano: A mano a mano ti accorgi che il vento ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso. La bella stagione che sta per finire, ti soffia sul cuore e ti ruba lamore”.

“Oggi abbiamo scritto la storia”: Meloni lo ripete pure sui social. E chiude: “Questa vittoria è dedicata a tutti i militanti, i dirigenti, i simpatizzanti e a ogni singola persona che – in questi anni – ha contribuito alla realizzazione del nostro sogno, offrendo anima e cuore in modo spontaneo e disinteressato. A coloro che, nonostante le difficoltà e i momenti più complessi, sono rimasti al loro posto, con convinzione e generosità. Ma, soprattutto, è dedicata a chi crede e ha sempre creduto in noi. Non tradiremo la vostra fiducia. Siamo pronti a risollevare l’Italia”.

Osservando lo Stivale, l’immagine che emerge è chiara, con il centrodestra protagonista su tutta la linea. Alcune curiosità: in Lombardia, il primo partito è Fratelli d’Italia. Nel Lazio il centrosinistra perde anche al Senato l’uninominale di Roma Centro: la candidata del centrodestra Lavinia Mennuni trionfa su Emma Bonino. FdI a valanga anche in Abruzzo, con il centrodestra a trazione anteriore pure in Toscana ed Emilia-Romagna: qui il Partito Democratico resta il primo partito ma esce con le ossa rotte dalle sfide dei collegi. Fratelli d’Italia sul podio più alto pure in Veneto, Marche, Umbria.