I grillini perdono ed esultano

I grillini perdono ed esultano. La sinistra ha l’occasione per ripartire. La destra è maggioranza del Paese, Giorgia Meloni porta avanti la coalizione, quasi da sola, cannibalizzando la Lega di Matteo Salvini, soprattutto grazie al fatto di aver mantenuto la coerenza di non aver fatto patti con pentastellati e sinistra. Dall’altra parte ci sono i grillini di Giuseppe Conte che prendono il 15 per cento, vanno all’opposizione, e comunque esultano.

Se almeno il Partito democratico con Enrico Letta è riuscito ad avere la lucidità di riconoscere la sconfitta (mantenendo comunque un risultato simile a quello delle scorse elezioni), il Movimento 5 stelle è riuscito nell’impresa di convincere l’opinione pubblica di essere i secondi vincitori delle elezioni dopo Fratelli d’Italia. Giuseppe Conte con le sue parole del dopo voto si candida ad essere il leader di un’Italia progressista e democratica, seppur dovrebbero spiegare meglio cosa intendono di preciso con il concetto di democrazia. Ogni partito, ci mancherebbe, accumula parte del suo consenso grazie ad una qualche forma di populismo, e lo vediamo bene in quanto quando arrivati al governo sistematicamente il consenso dei partiti si sgonfia.

Soffiare sul pericolo di antidemocraticità però, quando Giorgia Meloni salirà a Palazzo Chigi, cercando di capitalizzare la rabbia di tutta quella parte di società afferente a idee genuinamente di sinistra facendo niente meno che populismo significa soltanto buttare benzina sul fuoco in una situazione critica per il Paese. E che questo accada è quasi certo e forse è anche più probabile che accada negli ambienti del Pd, quasi orfani di Enrico Letta, e che cercheranno di puntare tutto su quei diritti civili di cui la destra non si occuperà. C’è da sperare che gli elettori attenti a quelle tematiche non si facciano abbindolare troppo da chi in campagna elettorale ha sbandierato quei temi, come ad esempio il matrimonio egualitario, e poi al governo per dieci anni ha prodotto poco e sicuramente meno di quanto molti si auspicavano.

Da ricordare che colui che ha portato avanti la legge sulle unioni civili è Matteo Renzi, l’uomo più odiato dall’attuale Partito democratico. Andare all’opposizione è paradossalmente un’opportunità grandiosa per questa sinistra, soprattutto con questa destra al governo. All’interno dei partiti c’è però da fare una profonda riflessione e capire dove si è sbagliato. Fare risultato al sud per il Movimento 5 stelle promettendo il reddito di cittadinanza non può essere considerata una vittoria. I temi sono molti e hanno sicuramente tempo per parlarne. Differenze, non devianze.