Crisi energetica, Meloni: “Sfida epocale”

Una risposta immediata, a livello europeo, per la tutela di famiglie e imprese. Giorgia Meloni ha le idee chiare: parlando della crisi energetica (“una sfida epocale”), la leader di Fratelli d’Italia spiega: “Nessuno Stato membro può offrire soluzioni efficaci e a lungo termine da solo in assenza di una strategia comune, neppure quelli che appaiono meno vulnerabili sul piano finanziario. Per questo – segnala – l’auspicio è che nel Consiglio europeo sull’energia prevalgano buon senso e tempestività. Su questo tema di vitale importanza per l’Italia confido nella compattezza di tutte le forze politiche”.

Intanto, Meloni è al lavoro alla Camera. A Montecitorio, tra l’altro, ci sono anche Ignazio La Russa, Fabio Rampelli e Giovanni Donzelli. Proseguono così gli incontri tra i vertici di Fratelli d’Italia, per trovare una quadra su quella che dovrà essere la squadra di Governo.

Rimanendo alla coalizione, anche le altre forze vanno avanti. Sul fronte Lega, il risultato elettorale, come detto da più parti, non entusiasma. Ma il Carroccio resta pur sempre la seconda forza dell’alleanza di centrodestra. A tal proposito Roberto Calderoli, in unintervista al Corriere della Sera, evidenzia che “di fronte cinque anni di lavoro, difficile ma importante. Questo è il Governo del centrodestra, il nostro Governo… tutti noi abbiamo imparato a guardare avanti. Io sono nella Lega dal 1989, ho visto il su e ho visto il giù. Sono convinto – nota – che con il nostro lavoro al Governo recupereremo, faremo qualcosa per questo Paese e dimostreremo a tutti la centralità della Lega”.

Tra l’altro, dice la sua sulla presenza della Lega nell’Esecutivo Draghi: “In tutta la campagna elettorale la domanda che mi veniva fatta era sempre la stessa: ma come fate a stare lì con Lamorgese e Di Maio? Con Speranza che, lo dico da sì vax convinto, ci avrebbe chiusi in casa per tutta la vita? Noi abbiamo pagato il biglietto d’ingresso e pagato anche all’uscita. Doppia randellata”. Lo stesso Calderoli, sull’idea che il leader della Lega possa tornare al Viminale, commenta: “Per scegliere, bisogna vedere che cosa hanno fatto i possibili candidati. Quale si sposa di più con il profilo del centrodestra? Chi ha più contrastato l’immigrazione illegale e più si è impegnato per la sicurezza? Chi ha più difeso le forze dell’ordine? Per me, ma non credo solo per me, il nome è soltanto uno: quello di Matteo Salvini”. Con una postilla sul confronto in seno alla Lega: “Quando vota, la gente ha sempre ragione. Però, c’è anche qualche genio che vuole fare i congressi regionali senza i congressi cittadini e provinciali. E io dico no”.

Sul versante di Forza Italia, invece, a parlare è Antonio Tajani. Il vicepresidente azzurro, ospite a The Breakfast Club, su Radio Capital, sostiene: “La sinistra cerca di seminare zizzania sulle nomine dei ministri. Hanno perso le elezioni e ovviamente cercano di screditare chi ha vinto. Salvini? Per quanto ci riguarda, Salvini può fare quello che preferisce, poi deciderà il futuro presidente del Consiglio”. E ancora: “Io ministro? Non è obbligatorio diventare ministro, se sarò utile Berlusconi deciderà cosa dovrò fare, altrimenti per me è già un onore essere parlamentare… l’Italia ha sempre dimostrato di essere un Paese libero e democratico. Siamo una garanzia di europeismo e serietà. Ci dicono che il Governo durerà poco? È una previsione un po’ iettatoria, all’Italia interessa la stabilità. Qualche iettatore c’è sempre”.