Meloni: “Meglio isolare gli scafisti, non l’Italia”

Il tema dei migranti e il punto di vista di Giorgia Meloni. Il presidente del Consiglio ritiene che la questione fondamentale sia una, ovvero come l’Unione europea intenda risolvere la materia. “Potrebbe scegliere di isolare l’Italia, io penso che sarebbe meglio isolare gli scafisti” spiega la leader di Fratelli d’Italia in conferenza stampa. Poi continua, rimarcando che non crede che l’Europa possa mettere in atto “cose drammatiche contro l’Italia”, poiché su “90mila persone, 230 sono sbarcate altrove: se fa così, la spiegazione deve essere data non a me, ma agli italiani. Si può decidere di isolare l’Italia ma non è la soluzione, mi sembra una posizione poco risolutiva”. Meloni, poi, dice di essere colpita dalla reazione aggressiva della Francia (“incomprensibile e ingiustificabile”, si è rotta la fiducia”, replica di Parigi) perché “quando si parla di ritorsioni in una dinamica Ue, qualcosa non funziona”.

Giorgia Meloni prosegue: “Credo che valga la pena mettere insieme due numeri: la nave Ong Ocean Viking è la prima nave di una Ong che abbia mai attraccato in Francia (a Tolone, ndr), con 230 migranti. Questo ha generato una reazione molto dura nei confronti dell’Italia che ha fatto entrare quasi 90mila emigranti”. Per il premier, alla base di tutto, ci sono incomprensioni. Nello specifico: “La Francia, avete scritto, aveva detto che avrebbe accolto la Ocean Viking, una notizia non smentita per 8 ore e dopo 8 ore ho detto grazie del gesto di solidarietà”. Parole, per Meloni, mal interpretate dalla Francia, perché si trattava di un “gesto distensivo. A seguire, “tutte le cose state chiarite, il punto è che nelle relazioni accade, ma non è questo il problema”. Il nodo focale è uno: la soluzione europea. Con la specifica: “Io chiedo che si costruisca una soluzione. La Francia dice: noi prendiamo i migranti e siamo già d’accordo con la Germania per la redistribuzione di un terzo. Per quelli italiani non c'è stata questa velocità. Si dice che si bloccherà un sistema di ricollocamenti che era stato deciso. Quindi noi, che non saremmo solidali, non possiamo avere solidarietà. Noi che ne abbiamo accolti 90mila quest’anno. Nell’accordo si prevede che dovrebbero essere ricollocate 8mila persone. Finora ne sono state ricollocate 117, di cui 38 in Francia. Qualcosa non va”.

IL TEMA DELL’ENERGIA

Giorgia Meloni fa anche un passo indietro. E parla del Consiglio dei ministri di ieri: “La misura principale è sull’energia. Con il decreto stanziamo i primi 9,1 miliardi di euro destinati prevalentemente a dare una immediata risposta a famiglie e imprese”. Una misura per contrastare il caro bollette, attraverso la “proroga dei provvedimenti esistenti e con nuove norme”. E ancora: “Ci sono aiuti alle imprese per il caro bollette che riguardano la proroga del credito di imposta. Poi per i consumi di energia fino al 31 marzo 2023 consentiamo una rateizzazione degli aumenti rispetto all’anno precedente per un minimo di 12 e un massimo di 36 rate, coperta dalla garanzia statale Sace”. Ancora Meloni: “C’è una norma che noi interpretiamo a sostegno del pagamento dei prezzi dell’energia e cioè l’estensione dei fringe benefit che il datore può aggiungere in busta paga, che è esentasse e che è una sorta di tredicesima detassata per aiutare i lavoratori a pagare le bollette. È una misura importante”.

IL TETTO PER I CONTANTI

Per quanto concerne il tetto a 5mila euro per i contanti, Meloni puntualizza che è in linea con la media Ue e che “era in linea con il programma”.

IL SUPERBONUS

“Sul Superbonus nota Giorgia Meloni – voglio dire che nasceva meritoriamente come misura per aiutare l’economia ma il modo in cui è stata realizzata ha creato molti problemi. A chi diceva che si poteva gratuitamente ristrutturare il proprio condominio, ricordo che costava allo Stato 60 miliardi, con un buco di 38. Diciamo che il concetto di gratuità è bizzarro”.

QUOZIENTE FAMILIARE

“Abbiamo introdotto un principio sui redditi medio-bassi che saranno calcolati non in base al tradizionale Isee – precisa Meloni – ma in relazione alla composizione del nucleo familiare. In questa norma c’è un primo accenno di quoziente familiare”.