Macron e macrò

Emmanuel questa non la manda giù. Ma come, per anni ha allevato con amore sulle rive della Senna un cagnolino fedelissimo di razza Letta, poi l’ha nominato governatore della sua colonia Italia, e questo non ha nemmeno saputo ripetere le sue direttive in modo convincente, facendosi surclassare da una ragazza che pretende di governare come se il suo Stato fosse indipendente. E che insorge opponendosi a quella Libia che fu una colonia della colonia ma ora, come Stato sovrano, finge di ignorare un traffico di esseri umani che costituisce un’entrata molto cospicua, di cui le alte sfere tripoline non hanno alcuna notizia né sospetto.

In molte parti del nord-Africa le regole variano di giorno in giorno e a seconda delle lotte fra bande che non cessano mai, anche se di questo si parla raramente. L’Italia non può violare i confini di Stati sovrani né le loro acque territoriali, mandando forze armate per stroncare gli squallidi traffici di povera gente con cui i mafiosi locali si arricchiscono. Un immenso business che non risulta ai libici, ma neppure alle sinistre capalbiesi. Però continua a privare di tutti gli averi chi sogna la terra promessa.

La comunicazione digitale porta a leggere parole-chiave o frasi minuscole che non descrivono nulla, ma diffondono messaggi confusi ad arte. I bambini sono sempre stati la più efficace e nello stesso tempo la più disonesta arma di propaganda: la pena che ognuno di noi prova convoglia cifre spaventose verso organizzazioni, molte delle quali utilizzano per loro una parte infinitesimale delle donazioni ricevute. In teoria, si commuovono pure quei democraticissimi che non li farebbero mai salire sul loro yacht nemmeno se stessero affogando, ma sono felici che qualcuno li salvi a pagamento: parlarne è un dovere che si esercita dall’Ultima spiaggia alle piste del Faloria.

È banale ricordare come i francesi siano polemici anche fra loro, ma uniti e nazionalisti contro chiunque altro. Con diverse modalità lo sono tutti gli europei, tranne l’Italia che ama essere insultata. Un maso senza sado. Che bello il disprezzo di Macron. Ha ragione, noi e la Spagna siamo i più vicini all’Africa? Prendiamoci i migranti, la Francia li ha sfruttati e maltrattati per secoli, magari quelli non conservano un bel ricordo. E ora gli italiani brava gente si mettono in testa di non avere più doveri indotti da motivi geografici? I francesi strillano per una nostra disobbedienza, ma i Don Chisciotte italiani che combattono i fantasmi del fascismo vorrebbero solo scusarsi per questi monelli che hanno occupato il potere con un colpo di Stato, perché le elezioni in cui vincono gli altri non possono essere considerate democratiche.

Dunque, è giusto che la Legione straniera macroniana colpisca chi ha osato votare quelli sbagliati, e che usi come base quella Repubblica democratica capalbiese intrisa di interessi che snobbano i numeri in quanto la superiorità della propria parte è un assioma. Ed è logico chiamare a difesa uno che conferisce la legion d’onore solo a chi è di sinistra, un Macron che agli italiani onesti preferisce i macrò africani.