Pd, Bonaccini: “Deve riconnettersi sentimentalmente con gli italiani”

Stefano Bonaccini parla da segretario del Pd. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, al momento senza avversari competitivi nella corsa alla leadership del partito, punta sull’orgolio dem. Intervenendo nel corso della trasmissione Mattino 5, su Canale 5, ha detto che il Pd, dovrebbe “riconnettersi anche sentimentalmente con gli italiani e stare su quello che serve per il Paese con risorse come quelle previste dal Pnrr, che se impiegate bene, possono venire incontro a interventi che vanno nella direzione opposta a quelli mesi in campo negli ultimi anni”. Per Bonaccini, “serve un Pd che ritrovi identità. Che non sia incline al populismo, ma sia popolare. Il Pd nasce per essere un grande partito di centrosinistra. Poi non può stare da solo, ma deve essere il perno del centrosinistra. Adesso bisogna fare opposizione, farla bene e quando si critica avere sempre una proposta alternativa”.

Bonaccini ha parlato anche delle alleanze. “In casa Pd – sostiene – se in questo congresso recupereremo l’identità, il giorno dopo sarà più facile anche decidere sulla base degli accordi di programma con chi stare. Io oggi non mi preoccuperei se stare con il Movimento 5 stelle o con il Terzo polo. Per altro non affiderei certamente, esclusivamente, agli uni di rappresentare la sinistra e agli altri di rappresentare i moderati”.

Secondo Bonaccini, serve “un di più per cercare di unire e non di dividere e, in ogni caso, qualcuno deve prendersi la responsabilità di provare a far sì che l’Italia sia più unita. E io questa responsabilità vorrei prendermela a nome del mio partito, di una grande forza politica che è la seconda del Paese. Questo è un Paese che va a troppe velocità: magari andasse a due velocità sarebbe più facile da ricucire, invece va a tre quattro cinque velocità. La grande Germania è diventata grande quando ha unito le sue due parti. Io penso di avere le caratteristiche per poter fare questo lavoro”. Bonaccini è convinto “di portare in dote la capacità di sapere amministrare. Io mi sento italiano prima che emiliano-romagnolo. Avendo guidato la Conferenza delle Regioni per quasi sei anni e il Consiglio delle città e delle Regioni d’Europa credo di conoscere bene come sia lo stato dell’arte del nostro Paese”.

Intanto, il primo cittadino di Firenze Dario Nardella vuole “mettere in campo, insieme agli altri sindaci, un network che possa incidere sulla vita del partito e dopo il confronto sulle idee, decideremo che fare sulle candidature”. Fonti vicine al sindaco fiorentino assicurano che Nardella stia meditando di non correre direttamente per sostenere Bonaccini alla corsa alla segreteria del Pd. “Il destino del Pd – dice Nardella in un’intervista alla Stampa – viene prima del mio. Maturerò una decisione con questo spirito. La forza del network è la sua pluralità ed ha senso lavorare per evitare una frammentazione delle candidature”. State pensando di appoggiare Bonaccini alla segreteria? “Ieri è stato il giorno delle idee, non voglio dare messaggi espliciti o subliminali. Con Stefano c’è un dialogo aperto, come con tutti, a prescindere dal tema candidature”.

Bonaccini si è espresso anche sulle parole di Nardella. “Con Dario – ha detto – c’è un rapporto di lunga data, ho apprezzato molto le cose che sono uscite ieri anche dal punto di vista delle idee, perché di questo dobbiamo parlare, di contenuti. Se troveremo convergenza sarà una buona notizia e in ogni caso ripeto: ho molto apprezzato le cose uscite ieri. Mi pare che siano arrivate da parte di Dario anche parole di apprezzamento sul lavoro e il rapporto che abbiamo instaurato in questi anni”, ha aggiunto, precisando: “Dico lui per dire tanti altri sindaci”.