Weinstein, Barak: “Gli ho dato i contatti con gli ex Mossad”

L’ex premier israeliano, il laburista Ehud Barak, ha confermato ieri di aver messo in contatto Harvey Weinstein con un’azienda israeliana composta da ex agenti del Mossad con l’obiettivo, da parte del produttore di Hollywood, di mettere a tacere le accuse di violenza sessuale ai danni di dozzine di donne. Barak ha tuttavia sottolineato di non conoscere i motivi per cui Weinstein avesse chiesto quel contatto. La notizia del legame tra i due era stata rivelata dalla tv israeliana Canale 2. “Oltre un anno fa - ha sostenuto un portavoce dell’ex premier - a Barak è stato chiesto da Weinstein se conoscesse una compagnia israeliana di cui aveva sentito parlare, in grado in aiutarlo in alcuni affari che aveva. Barak confermò a Weinstein che l’azienda di cui aveva sentito parlare era con tutta probabilità la Black Cube”. Dopo aver evidenziato che l’ex premier “non è personalmente in contatto con l’azienda nè con i suoi dirigenti”, il portavoce ha spiegato che “Barak non era al corrente fino ad oggi del fatto che l’azienda fosse stata assunta da Weinstein, né per quali proposte o operazioni”.

Intanto, sempre ieri, il nome di Harvey Weinstein è spuntato nella lista delle “velebrità” coinvolte nelle rivelazioni dei “Paradise Papers” sui paradisi fiscali. Lo ha reso noto il quotidiano britannico The Guardian, aggiungendo che oltre al produttore cinematografico americano già travolto dallo scandalo delle molestie sessuali, nei nuovi documenti compaiono - tra gli altri - anche i nomi di Shakira, Nicole Kidman e Justin Timberlake. Weinstein, in particolare, avrebbe investito nel 2001 in un fondo alla Bermuda, ormai estinto.