Cervinia rompe l’isolamento

Fuggono come da un’isola circondata da un mare di neve, dopo la notte trascorsa ai 2.000 metri di Breuil-Cervinia. Rimasti bloccati in quota per quasi 24 ore per un pericolo valanghe che ha tagliato l’unica arteria di collegamento con il fondo valle, oggi, a metà giornata, in molti hanno lasciato frettolosamente il paese della Gran Becca, non appena lo spartineve ha rimosso l’ultimo cumulo che ancora bloccava la via.

Poco prima delle 14 una colonna di oltre 500 auto ha preso la via di casa, con qualche rammarico e un po’ di paura. “Veniamo da Bari, abbiamo fatto 1.200 chilometri, ma oggi stiamo andando via perché purtroppo non c’è la possibilità di sciare e abbiamo preso tutte le precauzioni possibili per evitare di rimanere bloccati qui ulteriormente, visto che c’è anche pericolo valanghe”, racconta Gianluca. Fino a oggi a Cervinia c’erano 10 mila turisti. A rinunciare all’ultimo frammento di vacanze invernali sono stati soprattutto gli italiani. Gli alberghi hanno avuto un “10% di partenze extra”, conferma Monica Meynet, presidente del Consorzio Cervino Turismo. “E’ stato difficile, i clienti hanno trovato le auto sommerse da una quantità enorme di neve e alcuni non sono riusciti a tirarla via. In 10 oggi da noi sono partiti prima, non abbiamo addebitato loro la penale”, spiega Vlad, dell’hotel Da Compagnoni. Diverso il discorso per gli stranieri arrivati con i tour operator: “Noi lavoriamo soprattutto con viaggi organizzati dall’estero. Al massimo arrivano in ritardo, ma non disdicono”, conferma Luca dell’Hotel Breuil.
Oggi la meteo ha concesso una tregua con un cielo che si è aperto ed ha lasciato filtrare qualche raggio di sole, ma da domani torna il maltempo e domenica potrebbe nevicare ancora molto. Gli impianti di risalita sono stati fermi perché per il personale era bloccato a valle. “Domani, tempo permettendo, riapriremo le piste da sci”, spiega Federico Maquignaz, presidente della Cervino spa.

La viabilità era stata bloccata ieri alle 17 dopo una giornata di neve abbondante e una serie di slavine sulla strada e vicino all’abitato. “Siamo tornati alla normalità, le valanghe si sono bonificate spontaneamente, non ci sono più problemi per quanto riguarda i centri abitati e la viabilità”, assicura la guida alpina Giuliano Trucco, componente della commissione che ha dato l’ok alla riapertura. Così nella centralissima via Carrel, da metà pomeriggio, è un viavai di furgoni: alberghi e ristoranti finalmente possono riempire le loro dispense. Ma nei vicoli più defilati fa capolino qualche cumulo di spazzatura, qui i camion della raccolta non sono ancora arrivati. Chi è rimasto si gode il paesaggio ovattato in una Cervinia inedita, con la statua di Mike Bongiorno semisommersa e lo struscio in centro interrotto solo dalle operazioni di bonifica della neve ammassata sui tetti. “I locali ieri sera erano aperti, abbiamo sentito anche una ragazza che ha cantato live, mi è piaciuta. Praticamente abbiamo fatto due giorni senza sciare, però fa niente”, dice con un velo di amarezza Veronica, di Pavia. Ma c’è anche chi, la sera in cui il paese è rimasto isolato, ha preferito non uscire: “La notte è passata tranquilla - dice Massimo, di Milano -, siamo rimasti a casa. Non nevicava. E c’era un silenzio fantastico”.