L’ex consigliere Bellomo è stato destituito: “Ingiustizia è fatta”

Francesco Bellomo è stato destituito per aver oltraggiato l’onore della magistratura. La decisione è stata presa, quasi all’unanimità, dall’adunanza generale del Consiglio di Stato. L’ormai ex consigliere di Stato era sotto procedimento disciplinare per la vicenda legata alla scuola per aspiranti magistrati da lui gestita e per le accuse di pressioni e molestie su alcune borsiste. Il commento di Bellomo è una lunga autodifesa sotto forma di lettera aperta.

“Ingiustizia è fatta”, scrive. E aggiunge: “dopo quasi 25 anni di lodevole servizio per lo Stato vengo destituito perché, nella mia vita privata, in veste di direttore scientifico di una scuola di formazione giuridica (e centro di ricerca), sono stato autore di contratti di borsa di studio e di pubblicazione sulla rivista telematica. Ipotesi per le quali la legge non consente la destituzione, prevista solo in caso di condanna per gravi reati. Invece io non ho subìto alcuna condanna, neppure alcun processo: l’unica condanna che ho subito, con effetti devastanti è stata quella mediatica”.

Bellomo vuole ricordare il proprio cursus honorum. “Ho vinto cinque concorsi in magistratura - si legge nella lettera - tra ordinaria e amministrativa, ma non posso farne parte. Questo è il nostro paese? Dicono che è stato necessario perché non ho equilibrio offende il prestigio della magistratura. Risultati di grande prestigio che ho avuto come pubblico”.

Bellomo da oggi torna “ad essere un privato cittadino”. Ma chiede “ai media di rispettare la scelta di non parlare e di far valere le ragioni solo dinanzi alle corti nazionali e, se necessario, europee”.

In una conclusione che sa di commiato, Bellomo scrive di avere “perso ingiustamente la reputazione e il lavoro”. Ma ha ripreso la libertà. “Di fare ciò che più mi appassiona: libri, insegnamento e ricerca”.