Camorra: condannato a 18 anni un giovane autore di un duplice omicidio

Ricchezza, potenza e ferocia. Elementi che definiscono un sedicenne autore di un duplice omicidio. Il giovane è stato condannato a diciotto anni di carcere. Prenotava tavoli alle feste, arrivando con il Rolex d’oro bene in vista. E, nel corse delle serate, stappava diverse bottiglie di champagne pregiato.  

Si tratta del figlio di un boss del quartiere di Secondigliano, a Napoli. Il padre era uno dei capi clan degli scissionisti che scatenarono la guerra contro i Di Lauro che, tra il 2004 e il 2005, portò ad oltre ottanta omicidi. Il Tribunale dei minori lo ha condannato a 18 anni di reclusione. Seppure il pubblico ministero ne abbia chiesti quasi il doppio. Così, il giovane, difeso di legali Luigi Senese e Gandolfo Geraci, è riuscito ad evitare il massimo della pena.

Conosciuto come Mimmo, è per i giudici l’autore materiale del duplice omicidio di Alessandro Laperuta, 32 anni, e di Mohamed Nuvo, 30 anni, avvenuto il 20 giugno 2016 a Melito, in una casa al quarto piano di via Giulio Cesare. Mimmo a dicembre compirà diciotto anni. Si tratta di uno dei reggenti della nuova cosca che a Melito seminava il terrore, cercando, peraltro, di ricompattare, un clan in grave difficoltà, dopo gli arresti e le guerre perse contro gli Abete-Abbinante e la Vanella Grassi.