Dj Fabo, il pm chiede l’assoluzione per Cappato

“Assoluzione per Marco Cappato, perché il fatto non sussiste”. È la richiesta della Procura di Milano per  l’esponente dei Radicali e dell’Associazione Luca Coscioni. Cappato è imputato a Milano per aiuto al suicidio. Nel febbraio di un anno fa ha  accompagnato in Svizzera Dj Fabo, 40enne diventato cieco e tetraplegico a seguito di un grave incidente stradale.

“Dj Fabo ha deciso di mettere fine alle sue sofferenze, con il suicidio assistito”. I pubblici ministeri Tiziana Siciliano e Sara Arduini hanno chiesto alla Corte d’Assise se eccepire l’illegittimità costituzionale dell’articolo 580 del codice penale, che disciplina l’aiuto al suicidio, punito con una pena dai 5 ai 12 anni.

“Noi pubblici ministeri rappresentiamo lo Stato, non siamo gli avvocati dell’accusa come in altri ordinamenti, pur civilissimi - ha detto il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano in aula - . Io mi rifiuto di essere l’avvocato dell’accusa. Io rappresento lo Stato e lo Stato è anche l’imputato Cappato”.

La volontà di Dj Fabo di andare in Svizzera e morire era “granitica”. “Com'è emerso dai testimoni ascoltati in aula - ha detto il magistrato - la decisione del suicidio assistito era già stata presa da Fabiano prima ancora di entrare in contatto con Cappato. Già nella primavera 2016, la fidanzata di Fabiano aveva preso contatto con la clinica svizzera Dignitas, provvedendo al pagamento della quota associativa. Fabiano era così determinato nella sua scelta da intraprendere uno sciopero della fame e della parola. La sua decisione irreversibile è stata presa prima di conoscere Cappato”.

Secondo la Siciliano, “Cappato non ha avuto alcuna influenza sul proposito di Fabiano. Fino alla fine chiese a Fabiano se ci voleva ripensare. In altre parole, Cappato non ha rafforzato il proposito suicidario di Fabiano, ha semplicemente rispettato la sua volontà e, come emerge dagli atti depositati a processo, non c'è nessun dubbio sulla piena capacità di intendere e di volere di Fabiano”.