Le camere a gas delle case tedesche

martedì 30 gennaio 2018


Con il tempo ci si evolve. Adesso le camere a gas delle case automobilistiche tedesche più importanti pare siano su base volontaria e dietro pagamento. Il tutto a chi si è prestato a fare da cavia umana per testare le emissioni dei gas di scarico delle automobili Volkswagen. Si sa, con questa crisi ogni scorciatoia è buona per arrotondare lo stipendio. O per sostituirlo.

Però la notizia, uscita in questi giorni in concomitanza con le celebrazioni della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa, il Giorno della memoria, sembra uscita da un cabaret di umorismo macabro. E infatti è dovuta intervenire personalmente la cancelliera Angela Merkel, ben conscia che le reazioni alle rivelazioni shock della stampa tedesca potrebbero persino mettere a rischio la maggioranza di governo così faticosamente messa in piedi.

La cosa era già venuta fuori da parte del Süddeutsche Zeitung: “esperimenti sulle scimmie”. E aveva provocato il solito reagire inorridito da parte di chi è contrario a qualsivoglia esperimento sugli animali. Ma ora - dopo le successive rivelazioni che questi esperimenti avrebbero coinvolto cavie umane, sia pure su base volontaria e dietro indennizzo - il mondo intero reagisce con rabbia e spesso con sarcasmo.

“I tedeschi continuano l’opera da dove l’avevano lasciata nel 1945”, è il commento medio sui social media. E se colossi come Daimler e Bmw sono stati sinora prudenti nelle reazioni a caldo, altrettanto non può dirsi delle dichiarazioni di alcuni responsabili ad alto livello della Volkswagen, che al New York Times hanno assicurato di "prendere chiaramente le distanze da tutte le forme di maltrattamento sugli animali”.

Sugli uomini invece, e sulle cavie a pagamento, neanche una parola. Quando si dice che il lupo perde il pelo...


di Rocco Schiavone