Il calcio degli errori

Che partita si sta giocando sul calcio dentro e fuori dal campo? C’è di mezzo certamente la politica federale, ma soprattutto la televisione. Due gli ambiti di preoccupazione e di contestazione: l’assegnazione dei diritti televisivi e l’uso o meglio la gestione della Var, la video-assistenza che dovrebbe aiutare gli arbitri a non commettere errori. Il quadro che sta emergendo evidenzia errori, pasticci, divergenze e tentativi di delegittimare l’avversario.

Vecchie colpe del calcio italiano, come se non fosse successo nulla negli anni di calciopoli e del calcio scommesse. Come se la Nazionale ci calcio fosse ancora ai vertici del calcio mondiale e non invece esclusa dalla prossima edizione del Mondiale in Russia.

Nonostante questo quadro negativo i tifosi stanno ritornando negli stadi come evidenziano le statistiche federali. Il calcio piace molto anche in televisione. Quello che maggiormente indigna i tifosi sono gli errori palesi che penalizzano quasi sempre le stesse squadre, mentre altre hanno sempre qualche aiutino. Buonafede, malafede? Spesso a farli arrabbiare è sempre lo stesso arbitro, lo stesso presidente di club che ha ottenuto un trattamento di favore: rigore, espulsione anche doppia, mancato cartellino giallo per interventi fuori dalle norme.

Il cronista del “Il Messaggero” Roberto Avantaggiato ha titolato la rubrica settimanale “Tagliavento, Mazzoleni, Irrati è stata una domenica a-var-iata”. Hanno sbagliato tutto. Loro e gli arbitri al video. In Inghilterra dove stanno sperimentano la nuova tecnologia quando l’arbitro va a visionare il monitor a casa appaiono le stesse immagini che vede il direttore di gara. I tifosi italiani chiedono che le immagini che vede l’arbitro vengano proiettate sui maxischermi degli stadi.

A San Siro per Milan-Lazio il primo gol di Cutrone era irregolare. Il fallo di mano lo hanno visto in tanti sugli spalti ad eccezione di coloro che lo dovevano vedere e annullare. L’onesto allenatore del Milan ed ex centrocampista della Nazionale, Rino Gattuso, ha ammesso: “Gol irregolare”. La Lazio è andata incontro alla sconfitta per un altro errore arbitrale, tanto da far dire ironicamente all’allenatore Simone Inzaghi “spero che la ruota giri e si sbocchi su tutte le altre squadre. Per ora si è fermata solo dalle nostre parti”.

Non è il solo. Sotto accusa l’arbitro ternano Tagliavento, alla sua ultima stagione da direttore di gara, per Crotone-Cagliari con due errori tra cui l’annullamento di un gol regolare dei calabresi, facendo dire a Walter Zenga che “forse hanno visto le immagini con la Var rivoltata”. Criticate le decisioni di Mazzoleni al San Paolo: né lui né la Var vedono la mano del napoletano Koulibaly che interrompe la traiettoria della palla mentre concede il rigore a Mertens che fa infuriare l’allenatore del Bologna, Roberto Donadoni: “Quel rigore dall’ottavo posto in su viene dato e dall’ottavo in giù no. È questo che non va”.

Non meno caotica è la situazione che si sta creando nel campo dei diritti televisivi dopo l’asta andata deserta a giugno e le modeste offerte di Sky e Mediaset sui nuovi pacchetti predisposti dalla Federcalcio e dall’advisor Infront. In vantaggio ora si trova la piattaforma “Mediapro”, una società spagnola che però non ha canali di trasmissione. Ha offerto 950 milioni a stagione a fronte del miliardo e 50 milioni chiesto dalle società. Che tipo di calcio in tv sarà e quanto costerà ai tifosi/clienti? Le trattative sono febbrili. Una decisone dovrà essere presa il 5 febbraio. Ci sono dubbi sui pericoli della libertà d’informazione.