Calcio: diritti televisivi e informazione libera

Si apre per il calcio televisivo una nuova era? Dopo l’assegnazione dei diritti delle partite di seria A per il prossimo triennio al gruppo spagnolo “Media Pro” lo scenario è profondamente cambiato. L’evoluzione è andata avanti con l’ingresso massiccio della tecnologia e anche di nuovi operatori del settore. Da “Tutto il calcio minuto per minuto” radiofonico alle sintesi di “Novantesimo minuto” sempre sulla Rai si è passati alle trasmissioni via satellite da parte di Sky e sul digitale con Premium.

Dopo 15 anni di duopolio Mediaset-Sky l’assemblea della Lega calcio ha accolto al terzo tentativo l’offerta degli spagnoli superiore di mille euro alla richiesta delle società di un miliardo e 50 milioni. Per tre anni. Una sorpresa che era nell’aria dopo che erano fallite due aste a giugno e a gennaio per i diritti dal 2018 al 2021 quando la pay del magnate australiano Rupert Murdoch non aveva ritenuto opportuno offrire più di 850 milioni all’anno e la pay-tv del gruppo Berlusconi si era limitata a proporre cifre molto basse. Oltre tre miliardi sono una cifra ragguardevole per le casse dei presidenti delle maggiori squadre italiane, molte delle quali alle prese con bilanci in rosso e i paletti del fair play finanziario dell’Uefa.

I problemi si complicano appena si analizzano i termini dell’operazione in quando il gruppo “MediaPro”, che presto diverrà cinese, ha partecipato all’asta nella qualità di “intermediario indipendente”, ossia non ha un canale dove trasmettere direttamente le partite o altre manifestazioni sportive. Come avviene in Spagna, dove già opera, compera i diritti e li rivende. I dubbi e gli scenari che si aprono sono di vario genere. C’è la contestazione tecnico-giuridica di Sky che ha inviato una diffida alla Lega per accusare MediaPro di “concorrenza sleale” avendo agito non come intermediario ma come vero e proprio operatore della comunicazione, violando i requisiti del bando e le norme della Legge Melandri.

A parte questa questione ci sono molti aspetti che lasciano perplessi a partire dai dubbi dei clienti delle due emittenti. Primo problema: quale card o abbonamento un tifoso di calcio dovrà utilizzare e su quale piattaforma. Sky ha appena annunciato di aver acquisito i diritti di tutti i 51 match degli Europei di calcio 2020 di cui 24 in esclusiva. Per le prossime tre stagioni Sky ha in esclusiva e in diritta tutte le partite di Champions League, cedendo alla Rai la possibilità di trasmettere in diretta in esclusiva e in chiaro la migliore partita delle quattro squadre italiane il mercoledì sera. La Rai ha a sua volta raggiunto un accordo con l’Uefa per l’esclusiva free e pay degli incontri della Nazionale per le qualificazioni degli Europei 2020 e i Mondiali in Qatar del 2022, della Nations League e delle amichevoli Azzurre.

Non sarà facile per uno sportivo orientarsi dovendo passare da un canale all’altro o da una piattaforma all’altra. Il secondo aspetto è tecnico. Appare, fino a questo momento, evidente che “MediaPro” dovrà rivendere quello che ha acquistato sulle varie piattaforme: satellite, digitale, streaming oppure contribuendo a creare il canale della Lega che a sua volta rimetterà in commercio i diritti delle singole partite. Prodotte da chi e come? Questo è un aspetto delicato che coinvolge anche la libertà e il pluralismo della stampa. I telegiornali, le trasmissioni sportive televisive dovranno accettare le immagini girate da operatori della Lega o di “MediaPro”, comprese le interviste, i preparativi pre-incontri? Un pacchetto chiuso? Entro 45 giorni si dovrà pronunciare l’Antitrust. Entro aprile il quadro dovrà essere chiaro.