Cancro: schedare i dati italiani di mortalità

Nella prima metà degli anni settanta del Novecento, il premier cinese Chou En-Lai, poco prima di morire di cancro, durante la fase terminale, diede ordine di avviare un’indagine su scala nazionale per raccogliere e catalogare informazioni sulla malattia. Diventò la più grande ricerca sui tassi di mortalità di dodici diversi tipi di cancro in più di 2.400 contee cinesi e 880 milioni (il 96 per cento) di abitanti. La ricerca ed opera biomedica monumentali (ha coinvolto 650mila operatori) ha offerto e fornito all’umanità l’atlante più importante e utile riguardante il cancro, avendo indicato con precisione il rapporto della malattia con l’alimentazione e indicando specificamente i luoghi precisi in cui determinati tipi di cancro − aventi determinati tipi di alimentazione del luogo − sono frequenti e quelli in cui sono quasi inesistenti. Questo atlante, che oggi è alla base delle nuove ricerche, rivela, peraltro, la diversa incidenza tra i vari Paesi del globo. Ha segnalato l’incidenza della malattia, rapportandola non solo all’etnia, ma all’alimentazione ed allo stile di vita.

Senza volere entrare nella superficialità e nella discutibilità delle scelte proprie dei ministri della Salute che si sono succeduti e presenti in Italia, è oggi necessario procedere a redigere l’atlante italiano, per regioni, della “mappatura” del cancro e dei suoi tipi, comparandola con l’alimentazione, l’ambiente e lo stile di vita, e le diverse caratteristiche non solo delle genti − italiane − da regione a regione, ma anche in base ai singoli differenti gruppi sanguigni che ci caratterizzano tutti. Bisogna mettere in rete tali dati relativi alla incidenza della malattia, insieme agli indici di mortalità per cancro e creare una sorta di schedatura delle strutture mediche (ospedali, ambulatori e cliniche) e dei medici indicando i tassi di successo o meno, espressi in termini percentuali, delle cure (operazioni, cure effettive e palliative). È necessario monitorare e fornire dati certi della malattia. I ministeri e ministri della Salute, oggi come ieri, sono fortemente inefficienti in Italia. Si proceda, dunque, con questa semplice attività di schedatura ed elencazione immessa in rete e disponibile a tutti. Il partito della salute, della nostra salute sarebbe una forza politica dirompente nel disastrato scenario politico italiano.