La rettifica dell’Aicis

Riceviamo e pubblichiamo la seguente rettifica firmata dal presidente nazionale dell’Associazione italiana consulenti infortunistica stradale, Marco Mambretti.

Lettera di diffida per lesione della reputazione professionale a seguito di uso improprio del titolo di “Perito Assicurativo” nel servizio di cronaca da voi pubblicato in data  8 agosto u.s, dal titolo “Fratture per truffa, undici fermi a Palermo”.

In nome e per conto di tutti gli iscritti all’Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale (in breve A.I.C.I.S.), i quali nel servizio giornalistico indicato in oggetto, venivano impropriamente ricollegati mediante l’uso scorretto del titolo professionale di “Perito Assicurativo” (normato, ex adverso, nel nostro ordinamento, con d. lgs. 209/05, ex artt. 156, 157, 158, 159 e 160) al presunto reo Michele Caltabellotta, vi scrivo in qualità di presidente e legale rappresentante p.t. di Aicis, diffidandovi formalmente a rettificare con opportuna urgenza, anche secondo quanto previsto all’art. 595 c.p, i contenuti del vostro messaggio informativo.

Il sig. Caltabellotta, invero, non risulta affatto iscritto al Ruolo dei Periti Assicurativi1 di cui sopra (come nessun’altra delle persone arrestate appare iscritta al Ruolo Periti Assicurativi), per la quale idoneità sono previsti un tirocinio biennale obbligatorio, un successivo esame di Stato con prova scritta e orale, nonché requisiti morali non certo comuni a tutte le professioni. Il lungo cammino formativo e la specchiata moralità prevista dalla norma, quindi, sono ciò che ogni Perito Assicurativo percepisce e fa propri nella professione che esercita, fin dall’inizio del suo percorso di tirocinio. Affiancare, pertanto, impropriamente nella notizia, tale titolo professionale a una simile deprecabile circostanza, viene inequivocabilmente percepito, da tutti questi in primis, come molto offensivo e diffamatorio.

È evidente, d’altra parte, che il collegamento tra la tipologia di evento e il più volte già citato titolo professionale, amplifica non poco, al cospetto dell’opinione pubblica e soprattutto a quello dei primi committenti di lavoro del Perito Assicurativo, ovvero le Imprese di Assicurazione, l’impatto mediatico e il senso ripugnanza. L’effetto prodotto, infatti, è quello di vedere tale professionista che è sempre in prima linea con competenza, negli incidenti stradali, anche come primo truffatore del sistema assicurativo obbligatorio per la RC Auto. Poiché la realtà, però, è diametralmente opposta nella stragrande maggioranza dei casi e poiché quello qui menzionato è solo il frutto di un vostro mancato approfondimento della notizia, vi invito a rettificare con sollecitudine e nelle forme previste dalla norma, ripetutamente e in maniera chiara e non equivocabile, l’informazione come segue:

“In merito al servizio mandato in onda e anche pubblicato sul web in data 8 agosto u.s. dal titolo “Fratture per truffa, undici fermi a Palermo” L’Aicis – Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale – ci segnala che il sig. Michele Caltabellotta non è né un consulente di Infortunistica Stradale né un perito assicurativo in quanto non iscritto all’apposito Ruolo. Tale figura professionale che è, invece, ben  regolamentata  nel  nostro ordinamento legislativo, prevede per l’abilitazione, un tirocinio formativo biennale obbligatorio, un complesso esame di Stato e precisi requisiti di alta moralità. A difesa dei propri associati, quindi, l’Aicis intende far presente che nonostante  il frequente uso improprio che si fa di tale titolo, il perito assicurativo è un professionista molto preparato  che opera in proprio con diligenza, correttezza e trasparenza,  anche contribuendo in maniera significativa e a rischio della propria incolumità personale, allo smascheramento delle vere frodi  assicurative  negli  incidenti  stradali  e nautici. Si ribadisce, quindi, che il sig. Michele Caltabellotta non è né un Consulente di Infortunistica Stradale né un Perito Assicurativo”.

Si precisa che il mancato riscontro, che come già scritto dovrà essere chiaro e più volte ripetuto, poiché rischia di minare anche sensibilmente i rapporti commerciali e di lavoro di tutti i nostri associati, vedrà costretta questa Associazione di categoria a rivolgersi senza ulteriore preavviso, a un legale per la migliore tutela dei nostri interessi, producendo così certamente notevoli esborsi economici alla vostra spettabile redazione giornalistica. Vi invitiamo altresì, a prendere contatto con la scrivente, qualora necessitino ulteriori chiarimenti, ovvero al fine di meglio concordare le modalità e termini per lo svolgimento dell’attività di “rettifica” finalizzato al ripristino dell’immagine e reputazione da Voi lesa a causa del negligente operato adottato nella diffusione della notizia in oggetto.

(*) Presidente nazionale dell’Associazione italiana consulenti infortunistica stradale