La vacanza salvavita

Le vacanze sono finite e il rientro al lavoro è una pressante realtà. Ma chi di noi volesse assicurarsi una vita più longeva farebbe bene a tornare presto in ferie.

Secondo uno studio dell’Università di Helsinki presentato al Congresso europeo di Cardiologia di Monaco di Baviera ad agosto e che verrà pubblicato su “The Journal of Nutrition, Health and Aging”, prendersi una vacanza, infatti, potrebbe aiutarci a vivere più a lungo. Il professor Timo Strandberg, docente presso il Dipartimento di Medicina dell’ateneo finlandese, ha iniziato la sua ricerca quarant’anni fa, monitorando 1.222 persone di sesso maschile di mezza età nati tra il 1919 e il 1934, tutti a rischio di almeno una patologia cardiovascolare dovuta a diversi fattori quali pressione alta, fumo, colesterolo alto o sovrappeso.

A metà di loro, il così detto gruppo di intervento, è stato chiesto di condurre una vita quanto più sana possibile praticando attività fisica, mangiano cibi sani e smettendo di fumare e bere in eccesso. Sono stati sottoposti a controlli scadenzati ogni quattro mesi e quando è stato rilevato che il cambiamento nello stile di vita non era stato sufficiente, gli sono stati somministrati i farmaci necessari a riportare i valori della pressione sanguigna e dei lipidi a livelli normali. L’altra metà del campione invece, il gruppo di controllo, non ha ricevuto alcuna istruzione particolare ed ha continuato a condurre la propria vita secondo le proprie scelte.

Dopo i primi quindici anni, è stato condotto un primo monitoraggio che ha rilevato una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari nel primo gruppo del 46 per cento, ma allo stesso tempo lo stesso gruppo di uomini aveva inaspettatamente registrato un numero più alto di decessi. L’analisi conclusiva presentata un mese fa ha aggiunto nuovi elementi sorprendenti. I ricercatori in questo caso hanno esaminato altre informazioni precedentemente non prese in considerazione come la quantità di lavoro svolto, la qualità del sonno e soprattutto il tempo dedicato alle ferie: è emerso che gli uomini con vacanze più brevi lavoravano di più e dormivano di meno di quelli che facevano vacanze più lunghe sviluppando un livello di stress che poteva addirittura annullare i benefici della vita sana e regolata. Nello specifico, gli uomini del campione che avevano usufruito dalle tre settimane o meno di vacanza ogni anno avevano sviluppato il 37 per cento di probabilità in più di morire rispetto ai soggetti del campione che invece si erano concessi più di 21 giorni di relax.

Il professor Strandberg ha concluso che “non si può pensare che uno stile di vita sano possa produrre un effetto compensatorio sulle conseguenze negative di troppo lavoro e di mancanza di vacanze; le vacanze possono avere un potente effetto anti-stress protettivo per la salute a lungo termine. I nostri risultati non indicano che uno stile di vita sano sia dannoso ma piuttosto che la riduzione dello stress deve essere una parte essenziale dei programmi di cura per ridurre i rischi di malattie cardiovascolari”.