Il Rogo (senza CO2) dei Negazionisti

I negazionisti climatici (come vengono ignominiosamente definiti i dissidenti della narrazione mainstream) vengono sovente accusati di disconoscere il riscaldamento globale (Global Warming) o il potenziale di CO2, metano e altri gas di provocare il cosiddetto effetto serra (ossia intrappolare nella troposfera l’energia irradiata dal Sole).

In realtà, la maggioranza dei “negazionisti” non contesta né il primo né il secondo fenomeno. Esprime scetticismo, invece, sul livello di GW attribuito alle emissioni antropiche. E ritiene prevalenti le cause naturali dei cicli solari e della funzione di scambio termico degli oceani.

Infatti, persino lo stesso Ipcc, Intergovernmental Panel on Climate Change (la bibbia dei militanti anti-CO2) riconosce che: “These emissions alone are unlikely to cause global warming of 1.5°C.” Quest’ultimo il dato che emerge dal raffronto tra le temperature medie dell’epoca preindustriale alle attuali. L’Ipcc dichiara probabile un loro effetto netto sul riscaldamento globale in un valore intermedio al range da 0,8 C a 1,2 C. Un’approssimazione di + o - il 20 per cento, ossia un campo di variazione di quasi 0,4 C!

Si pensi che l’Armageddon climatico è posto dall’Ipcc ad una soglia di incremento addizionale di 0,5 C della temperatura globale media. Peraltro ci vuole un vero atto di fede per ritenere i dati storici di due secoli fa, frutto di interpolazioni, omogenei e comparabili con quelli misurati con i capillari e sofisticati sistemi di rilievo odierno. Sulla possibile fallacia delle stime delle temperature viene in mente il sorprendente errore della Nasa al tempo della missione Apollo sulla Luna: gli scienziati scoprirono di aver “toppato” di 60 K (pari a circa 6 C) la temperatura media del satellite terrestre. Un valore importante, anche per un corpo come la Luna, privo di atmosfera e soggetto a ben più ampie escursioni termiche.

Arrovellatisi senza trovare una spiegazione scientifica per decenni, gli scienziati, recentemente, si sono orientati verso la sempre più popolare causa antropica: colpa degli astronauti, Armstrong e Aldrin, e dei loro piccoli, ma grandi passi per l’umanità, se la superficie lunare si era permessa di disobbedire ai calcoli dell’agenzia spaziale americana.