Politically correct? No, grazie

L’Angelo Sterminatore del XXI secolo? Il Politically correct! Fortunatamente, però, qualsiasi dittatura ha un termine per legge di natura, essendo destinata ad annegare prima o poi nelle correnti limacciose e rossobrune delle sue degenerazioni, violenze e persecuzioni a danno del proprio popolo!

L’attuale dittatura intellettuale e planetaria del Politically correct (solo “Pc”, nel seguito) non sfugge alla regola, dopo aver conquistato dal 1968 a oggi tutti i campus universitari americani e occidentali, creando legioni di novelle SA dalla Camisa linda che, come le orde brune degli anni Trenta del Novecento, hanno imposto ad autorità pubbliche compiacenti e succubi, alle case di produzione cinematografica e televisiva, agli imperi della carta stampata, alle riviste di moda  e ai media in generale, la chiusura forzata di tutte le botteghe intellettuali autonome gestite da uomini liberi. Come accadde allora ai bottegai tedeschi con la Stella di Davide, anche questi nuovi paria e appestati di pensatori, giornalisti, scrittori, uomini di spettacolo non allineati sono stati simbolicamente bastonati, concretamente emarginati ed esautorati dai loro incarichi. La loro colpa? Essere stati condannati dal mainstream modaiolo come supposti eretici e dissacratori per aver osato criticare l’Ordine costituito e universale che milita sotto le bandiere del MeToo, del multiculturalismo relativista, del mondo senza frontiere, e di tutto l’apparato boccale che costituisce l’arma prediletta delle sentinelle sempre vigili e onnipresenti del Pc!

Le condanne ufficiali sono poi puntualmente giunte attraverso sentenze mediatiche e mediatizzate orientate a intimidire, condizionare e ammaestrare le opinioni pubbliche occidentali. Complici di questo indecente massacro intellettuale la maggior parte dei responsabili (proprietari e manager, pubblici e privati) dei media nazionali e mondiali, di cui i fanatici miliziani dell’Immacolata Opinione  sono arrivati a possedere il monopolio politico e il ferreo controllo sulle relative produzioni culturali, lobbies Lgbt in testa a tutti! In ogni dissidente questi feroci pretoriani hanno visto e colpito preventivamente l’Orban che secondo loro si annida in ciascuno noi, pronti ad applaudire le democrature illiberali e adoranti degli uomini forti. Guardatevi intorno: in Occidente tutte le trasmissioni parlano di “migranti” per imporre al mondo un falso diritto universale alla migrazione. In questo modo, si impedisce al libero pensiero di descriverli per quello che in realtà sono: immigrati irregolari che nel Mediterraneo si “autoaffondano” per farsi naufraghi, per poi presentarsi nella stragrande maggioranza dei casi come finti profughi e perseguitati, degni di essere riconosciuti come tali da una Convenzione capestro (come quella di Ginevra), scritta quando i profughi erano pochissimi e le migrazioni di massa inesistenti!

Il Pc invece riconosce sempre e comunque a tutti costoro uno status di perseguitati e derelitti degni di tutela, che fuggono dai cambiamenti climatici, dalle dittature e, più in generale, dalla povertà. Prevale, cioè, il cliché, la  matrice unica indiscussa dell’interpretazione pietistica per cui le frontiere devono rimanere sempre aperte: di conseguenza, si denuncia l’illegalità criminale dei respingimenti, in base alla lista sempre più ristretta dei porti sicuri che, guarda caso, sono soltanto quelli dei Paesi mediterranei della Ue. Un vero, autentico e ipocrita tributo al crimine organizzato internazionale e alle milizie tribali, e spesso islamiste, che muovono e controllano questo genere di ignobili di traffici. Gli uomini liberi, invece, debbono opporsi a questa dittatura del pensiero unico, continuando a denunciare i fatti concreti che stanno dietro il fenomeno delle migrazioni. Ne cito alcuni, tra i fondamentali. In primo luogo, la mancata selezione dei flussi di migranti per cui i passaggi illegali, assoggettati a ogni tipo di violenza da parte dei trafficanti e delle milizie che li controllano, avvengono in base al pagamento di tariffe stratosferiche e arbitrarie, le cui prime vittime sono i redditi di famiglie e Paesi di provenienza che, però, nessuno si sogna di tutelare. Questo perché la dittatura del Pc è, in realtà, un convegno universale di pavidi. Servirebbero, infatti, politiche serie di polizia internazionale per agire contro i trafficanti come si è già fatto per la pirateria somala.

D’altra parte, le migrazioni incontrollate originano dai continenti più ricchi del mondo in risorse naturali e in terre fertili, adatte all’implementazione di un agroalimentare che vada ben oltre la sussistenza alimentare. Il mondo “sgovernato” dal Pc, cioè, non può vantare alcuno strumento di governance globale dei fenomeni che evoca. Il suo centro di gravità permanente, come l’Assemblea dell’Onu, ospita la peggior risma di dittatori africani e latinoamericani che danneggiano irreparabilmente i loro popoli perseguitandoli, svendendole le immense ricchezze a speculatori esteri e accumulando conti per parecchie migliaia di miliardi di dollari nei paradisi fiscali occidentali. Dove sono i rimedi legali per eliminare alla radice questa sofferenza mondiale che dà luogo alle migrazioni di massa? Come mai quel mondo ipocrita di milioni di assidui velinari del Pc non si scaglia come un sol uomo contro gli immani delitti contro l’umanità, che si continuano a commettere nel nome dell’Islam radicale e intollerante, genocidi compresi?

Perché, soprattutto, si chiede ai Paesi denatalizzati occidentali di aprirsi a centinaia di milioni di migranti, ma non si teorizza una sana politica per la procreazione responsabile e per il controllo delle nascite, in vaste aree del pianeta in cui prevale l’irresponsabilità genitoriale di chi mette al mondo una marea di figli, che sa già di non poter nutrire e mantenere? Perché, invece, non si propone all’Occidente un Recovery Plan (sul modello cinese della Road & Belt Initiative) di parecchie migliaia di miliardi di dollari per costruire immense dorsali tecnologiche in Africa e America Latina, in grado di portare fuori dal sottosviluppo quegli immensi continenti? Ecco: consideratelo come il mio manifesto per gli uomini liberi!