Uomini come Arturo Diaconale rimangono

Chi scrive, a differenza della totalità o comunque maggioranza dei redattori e collaboratori de L’Opinione, purtroppo non ha mai conosciuto di persona Arturo Diaconale. Tuttavia, nel corso di tanti anni, ha senz’altro avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo come personaggio pubblico, attraverso i suoi articoli, L’Opinione delle Libertà, ed anche alcuni interventi in televisione. Collaboro con L’Opinione da poco tempo, ma quando ho deciso di provare a dare anch’io il mio piccolo e modesto contributo a questo prezioso spazio di libertà, oltre al caro amico Andrea Mancia, ho subito pensato a lui, ad Arturo Diaconale e alle sue idee di destra liberale pressoché sovrapponibili alle mie. Infatti, è inutile dire come mi sia trovato subito a casa, collaborando con L’Opinione. Ognuno di noi ha il proprio ricordo del Direttore, e al sottoscritto è rimasta impressa la figura del consigliere liberale del centrodestra, soprattutto di quello a trazione berlusconiana, ma anche di quello odierno. Un consigliere disinteressato, ossia un dispensatore di idee per una buona e migliore politica di centrodestra, per nulla concentrato a scalare qualche posizione di potere, perché Diaconale non ha mai sgomitato per il potere, nemmeno negli anni caratterizzati dai successi di Silvio Berlusconi. Un consigliere con un forte radicamento ideale e culturale, ben diverso da chi abbraccia qualsiasi posizione pur di sopravvivere a questa o quella stagione politica, ma capace di porsi senza estremismi e settarismi. Un consigliere purtroppo non ascoltato sempre a sufficienza, e ciò accade spesso, ahinoi, ai galantuomini e ai liberali autentici di questo Paese.

Anche a destra, nel momento in cui si entra nella stanza dei bottoni, si tende talvolta a dimenticare quelle battaglie di libertà propugnate prima dalla barricata di opposizione. Per i credenti, e il sottoscritto fa parte di questa categoria, pur auspicando la laicità in politica, chi lascia questo mondo non diventa il nulla, bensì va oltre, verso una forma diversa di esistenza, quindi rimarremo tutti dopo la morte fisica del nostro corpo terreno, ma Arturo Diaconale rimane in ogni caso, sia per chi ha una fede religiosa che per coloro i quali legittimamente non ce l’hanno, perché le sue idee liberali, forti e allo stesso tempo ragionate e non urlate, continuano ad essere di vitale importanza nell’Italia di questo tempo. Benissimo ha fatto L’Opinione a pubblicare l’articolo intitolato: “Il manifesto politico di un uomo libero”. Un pezzo da conservare, contenente il succo delle posizioni portate avanti in tanti anni da Arturo Diaconale, che altresì deve essere “usato” per raccogliere quelle idee ed inserirle, attraverso L’Opinione delle Libertà e la prosecuzione dell’associazione “Destra Liberale Italiana”, nel dibattito politico e culturale.

Oggi più che mai si avverte il bisogno di una destra liberale, liberista e libertaria, capace di contraddire e contrastare un Governo pericoloso come quello attuale, che sta andando troppo oltre ad una temporanea restrizione della libertà dovuta all’emergenza sanitaria. Ma un po’ di liberalismo non farebbe male nemmeno alle opposizioni, le quali, divise fra il sovranismo e chi invece si rivela succube del politicamente corretto, dovrebbero essere coadiuvate da una voce in più, da un’altra destra, ovvero dalla destra auspicata e descritta da Arturo Diaconale. Da credente non amo gli addii, quindi preferisco concludere così: “Arrivederci Direttore! Spero, nella prossima vita, chissà, di poterLa conoscere anche di persona”.