Capre spaziali

Vittorio Sgarbi direbbe che viviamo in un’epoca di capre, permettendomi di parafrasarlo chioserei che viviamo in un’epoca di capre spaziali. La capra spaziale è tecnologica o neo alfabeta digitale, è la sublimazione, o se vogliamo l’evoluzione – orrorifica – di quello che fino a ieri l’altro era il webete (termine coniato dalla sottoscritta in un commento sulla pagina di Enrico Mentana anni fa, al quale deve essere piaciuto così tanto che se l’è rivenduto subito, il giorno stesso), poi il troll grillino sguinzagliato dal partito sui profili degli oppositori, poi l’analfabeta funzionale, fino a giungere al più chimerico utente medio-scarso di una qualsiasi piattaforma social. È un fatto, e come tale va accettato.

Negli ultimi giorni c’è stata la corsa a chi si scandalizzava di più perché sia Twitter che Facebook e Instagram hanno cancellato i profili social del presidente uscente degli Usa, Donald Trump. E la libertà di espressione! E l’articolo ventuno! E il free speech! E tutti, giustamente, dietro. Ma quel giustamente è parziale, o perlomeno a non voler fare la parte di chi si accoda perché appartiene ad una corrente di liberi pensatori individuali, sarebbe da considerarsi tale. Cos’è allora che crea il limes, il confine, il discrimine tra ciò che è social, ciò che è “popular”, cioè trova consenso, e ciò che è giusto? Teoricamente sarebbe la difesa dei diritti individuali, sempre e comunque in qualunque contesto, anche a costo della vita, ma quante persone conosciamo che siano disposte a farlo? Forse i partigiani iscritti all’Anpi, ma se sono sopravvissuti chissà fino a che punto hanno lottato solo per venirci a dire che il lato giusto della libertà di pensiero e di espressione è sempre e solo da una parte, cioè la loro. O, forse, quelli che hanno delle minime cognizioni di diritto, di filosofia e di storia e si rendono conto che l’avvento della pandemia ha certamente influito in maniera pesante su tutte le libertà, ivi compresa quella di poter dire quello che si pensa, dovunque, in qualsiasi luogo, e anche su qualsiasi piattaforma virtuale internettiana. In virtù della nuova censura digitale è stato addirittura inventato il neologismo “deplatforming”, cioè essere fatti fuori da una piattaforma social, ma come è mai possibile che la censura venga sempre e solo da parte di editori o publisher a qualsivoglia titolo che sono inclini all’egalitarismo e all’inclusività e poi sono i primi ad escludere chi non la pensa come loro? La difesa della libertà di opinione e di espressione dovrebbe essere uguale per tutti, eppure non è affatto così.

È una contraddizione in termini che dovrebbero analizzare loro per primi, perché i primi da deplatformare – orribile inglesismo che utilizzo in maniera becera – dovrebbero essere quelli che non capiscono cosa leggono, che si permettono di apostrofare in malo modo o peggio insultare un giornalista con trent’anni di esperienza e fama con i “non sei nessuno” dall’altissimo del loro essere veramente nessuno. Che poi sono gli stessi che accusano uno chef pluripremiato e proprietario di aziende e catene internazionali di ristoranti di voler far denaro parlando di cucina “perché adesso tutti si improvvisano cuochi”. È successo di recente a Fabio Campoli, notissimo chef e antesignano delle dirette culinarie dai primi anni duemila e a me ha fatto molto ridere: la capra spaziale colta in flagrante. Ecco, è alle capre spaziali di siffatta specie, visto che certamente non si può più dire la parola razza per gli umani ma per gli animali ancora sì, che si rivolge questo articolo: gli unici che improvvisano qualcosa siete voi, che ignorate bellamente di fare il gioco dei padroni dei vostri vapori a cui siete ideologicamente e livorosamente asserviti, che solo la vostra di libertà conta e quella degli altri può anche finire nel cesso, non pensiate di averla fatta franca solamente perché nel mondo dei media e dei social media siete la maggioranza, noi che con l’articolo 21 ci facciamo colazione, vi combatteremo una a una finché non ne rimarrà nessuna, un giorno dovrete ringraziarci. Se la guerra ai big tech e ai ricconi censori non può passare attraverso governi distratti o complici, ormai può solo passare per la marcatura a uomo, sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.