Pietro Genovese libero

Al “Figlio di...” resta da scontare meno di quattro anni. Ma perché lasciarlo a non fare niente a casa? In fondo, ha solo ucciso due ragazze. Sarà il Tribunale di Sorveglianza della Corte d’Appello di Roma a stabilire cosa fare di lui, di questi tre anni e sette mesi per un accusato di omicidio plurimo. Ma tale prova ha contribuito “alla rieducazione del reo e assicurato la prevenzione del pericolo che egli commetta altri reati”? Come hanno concluso i familiari. Ma poi è giusto così? Quanto vale la vita di due sedicenni? Probabilmente non lo manderanno neppure a raccogliere le cartacce nei parchi. È più fico umiliare i miliardari ottantenni. 

Il 28 luglio i Carabinieri andarono da lui a controllarlo all’1.10 di notte, ma lui non rispose. Il P.G. aveva chiesto l’aggravamento della misura cautelare, ma questa decadde con tale giustificazione: “A quell’ora è possibile che Genovese stesse dormendo”. La notizia venne riportata dal Corriere della sera del 23 settembre, non proprio il giorno dopo. È uno strano Paese il nostro, con vari pesi e diverse e variegate misure. Tutto accade bellamente sotto il nostro naso e sappiamo farcene una ragione in fretta. Chi è più ridicolo, quindi chi ci è, chi ci fa o chi si lascia fare? In questi stessi giorni, un altro “figlio di...”, Ciro Grillo e i suoi tre amici hanno chiesto il rito ordinario per lo stupro di gruppo di una ragazza, una notte di luglio del 2019 a Porto Cervo: rischiano fino a 12 anni. 

@vanessaseffer