Onu, una mostra fotografica dedicata alle ragazze africane

Elena Bonetti ha inaugurato la mostra italiana all’Onu dedicata alle ragazze africane e all’istruzione sostenibile. La ministra per le Pari opportunità e la Famiglia ha partecipato all’evento tenutosi al Palazzo di Vetro. La mostra fotografica, dal titolo “Women and Girls in Sub-Saharan Africa. Transforming Education for a Sustainable Future”, è stata organizzata a margine della 66ma edizione della Csw (Commissione sullo Status delle donne), maggiore piattaforma Onu per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere. Tra i protagonisti della mostra figura Mohamed Keita, giovane fotografo ivoriano, da oltre dieci anni in Italia con lo status di rifugiato.

L’esposizione è co-organizzata dalla Missione permanente d’Italia all’Onu e dallo Universities Network for Children in Armed Conflict. Il progetto, lanciato nel 2020 con il sostegno della Farnesina, include oltre 50 Università e centri di ricerca in quattro continenti. A sostenere l’evento anche l’Istituto di Studi Politici S. Pio V e L.A.W. International. All’incontro sono intervenuti anche il rappresentante permanente d’Italia all’Onu Maurizio Massari; Laura Guercio, in rappresentanza del Network; e Martha Pobee, Assistant Secretary General per l’Africa alle Nazioni Unite.

La mostra è collegata all’omonimo side-event organizzato dall’Italia e previsto il 16 marzo a margine della Csw che vedrà la partecipazione in collegamento della vice ministra Maeci Marina Sereni. Per Elena Bonetti, “le donne in Africa possono essere agenti del cambiamento quando vengono create le condizioni per un loro accesso all’istruzione di base, ma anche a una formazione che le prepari per affrontare gli effetti avversi del cambio climatico. Sono loro a patirne maggiormente gli effetti negativi”.

“Con queste fotografie – ha detto la ministra – lanciamo oggi un messaggio di speranza per le donne e ragazze africane, estendendo la sua valenza alle donne e ragazze di tutto il mondo, dall’Ucraina all’Afghanistan e ai numerosi altri teatri di crisi dove stanno lottando”. Secondo l’Onu, la diminuzione delle risorse e la siccità sono infatti ricollegati a migrazioni e sfollamenti, i cui effetti possono avere gravi conseguenze per le donne e le ragazze: maggiore violenza di genere e aumentato rischio di matrimoni precoci e forzati a causa dell’impatto negativo del cambiamento climatico sull’economia.