Mascherine a scuola: basta!

Crescere in città

Qualche mese fa lo avevo definito il delitto perfetto. Il Comitato tecnico-scientifico a luglio 2021 ammetteva a scuola le mascherine di stoffa, dando la possibilità, in zona bianca, di abbassarle al banco (“in posizione statica”). Lo scellerato accordo tra ministero e sindacati firmato il 14 agosto 2021 invece obbligava gli studenti dalla Primaria in su a utilizzare mascherine solo di tipo chirurgico, anche seduti al banco, e per tutto l’orario scolastico.

Se avete voglia andate a leggere il post relativo su BolognaNidi. Durante l’anno abbiamo assistito alla pantomima delle mascherine Ffp2 obbligatorie per i bi-vaccinati da meno di quattro mesi, per i tri-vaccinati e per i guariti da meno di sei mesi in caso positività in classe. La chiamo pantomima, perché semplicemente le mascherine Ffp2 per bambini non sono omologate, non sono testate, non sono certificate, in una parola non esistono. Tra gli altri, ne avevano parlato Striscia la Notizia e Altroconsumo.

Finito lo stato di emergenza

Ora però i nostri governanti hanno segnato un colpo da veri maestri. Finito lo stato di emergenza, ci aspettavamo tutti il superamento delle misure anche a scuola, quanto meno pensavamo che sarebbe stata restituita agli studenti la possibilità di abbassare la mascherina al banco, vista l’abolizione delle zone a colori. E invece… no, cari studenti, no care studentesse, ancora una volta sarete voi a pagare un ennesimo tributo in questa pandemia che vi ha visto in prima linea, che vi ha tolto scuola, amici, socialità e una buona fetta di vita. Dal primo maggio, infatti, la mascherina al chiuso sarà abolita dappertutto tranne a scuola. L’unica concessione che vi fanno è che, a meno che non si arrivi a quattro positivi nella stessa classe, non sarà più obbligatoria l’Ffp2. Tanto non esisteva. Hanno solo corretto un madornale errore.

Dal primo maggio, car* student*, car* bambin*, car* adolescenti, potrete andare al cinema, a teatro, allo stadio, al ristorante, al supermercato, a ballare senza mascherina (il nuovo decreto-legge del 24 maggio ammette già dal primo aprile la possibilità di non utilizzare la mascherina in discoteche e sale da ballo “al momento del ballo”). Ma continuerete diligentemente a poter guardare solo gli occhi della vostra vicina di banco o di quel gran figo della 3 C.

Pazienza se sarà caldo, pazienza se fate il tempo pieno e state otto ore a scuola, pazienza, dai… Le insegnanti non vaccinate possono rientrare a scuola, senza svolgere attività in classe, ma voi studenti italiani, che a quanto pare siete il maggior veicolo di contagio che si possa immaginare, dovete restare mascherati fino a giugno.

Per la cronaca, i vostri colleghi europei di Francia, Irlanda, Regno Unito, Austria, Germania, Svezia, Olanda, Danimarca e Polonia non sono più obbligati all’utilizzo della mascherina a scuola. I nostri concittadini europei ragionano così: era una misura di emergenza, è stata utile fino a che eravamo in emergenza, ora la eliminiamo, e saremo pronti a rimetterla se ce ne sarà ancora bisogno. Io lo chiamo buon senso.

E non è finita

Leggo che con il decreto Ucraina sono stati stanziati altri 30 milioni di euro per l’acquisto di mascherine e di materiali per l’igiene per le scuole. Quante cose potremmo fare con 30 milioni di euro per le nostre scuole vecchie e cadenti? E… avete presente come sono le mascherine delle scuole? Ogni genitore lo sa: puzzano, hanno i lacci che si staccano appena le apri, alcuni modelli hanno la fascia dietro la testa invece che i lacci dietro le orecchie. Molte famiglie le rifiutano, altre le buttano. Sono soldi pubblici buttati, semplicemente. Soldi regalati chissà a chi in procedura di emergenza. Ricorderete tutti i dispositivi di protezione individiduale dell’ex commissario Domenico Arcuri che ha acquistato 800 milioni di mascherine risultate poi pericolose. Ora rischia il processo. Vi risparmio il discorsetto sull’impatto ambientale: non piove per mesi, i livelli dei fiumi a marzo sono quelli che normalmente ci sono in agosto, cosa volete che sia qualche tonnellata in più di mascherine da smaltire?

E i genitori?

Purtroppo, non leggo e non vedo genitori indignati. Siamo tutti stanchi, apatici e forse un po’ rassegnati. Alcuni sono ancora impauriti. Altri pensano: almeno è finita la Dad. E tacciono. Io invece credo di dover difendere i miei figli dagli eccessi. E vorrei potergli regalare almeno un mese di scuola normale, leggera, libera, spontanea. Non se la meritano, forse?

(*) Tratto da BolognaNidi