Ritratti. Cesare, il papà che veglia la tomba del figlio

Un dolore “immenso, innaturale e crudele”. Cesare Mascotto è un pensionato di 82 anni che, da oltre un anno, veglia la tomba del figlio Florindo, morto a 51 anni, sconfitto da un tumore fulminante al cervello. La storia è stata raccontata dal Corriere del Veneto. Cesare vive a Sarego, Comune di oltre 6mila anime, in provincia di Vicenza. Da quasi 400 giorni la giornata è sempre la stessa, mentre il tempo si ferma. Inesorabile. L’anziano, quando si reca al cimitero, porta con sé uno sgabello rosso, quello sgabello che il figlio utilizzava da piccolo. Poi parla con Florindo.

Sto qui sei ore al giorno: tre al mattino e altrettante al pomeriggio – confessa al Corriere del Veneto – sono sempre venuto, tranne che per due giorni, perché sono stato al lago Trasimeno”.

Troverò la strada attraverso notte e giorno perché lo so che non posso restare qui in Paradiso… Mi terrai la mano se ci vedremo in Paradiso?” canta Eric Clapton in Tears in Heaven, pensando al suo bambino di 4 anni tragicamente scomparso. Un gesto di forza. Quella forza che Cesare, quotidianamente, prova a tirare fuori in un labirinto chiamato vita.

Perché ci sono cose che non si possono spiegare. Né immaginare: “Cerco di andare avanti, nessun padre dovrebbe sopravvivere ai propri figli. È un dolore immenso, innaturale e crudele”.