Emilia: a dieci anni dal terremoto

La terra tremò per la prima volta alle quattro del mattino del 20 maggio 2012: 5,9 gradi della scala Richter a una profondità di 6,3 chilometri. Oggi sono passati esattamente 10 anni dal terremoto dell’Emilia, che ha portato con sé storie di terrore e macerie. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è atteso nei luoghi più colpiti, a Medolla e Finale Emilia. Di quelle giornate terribili ricordiamo l’immagine della Torre dei Modenesi, spaccata in due ma rimasta in piedi quasi per miracolo, per poi sbriciolarsi completamente qualche ora dopo. Ventotto vittime, 300 feriti e più di 12 miliardi di euro di danni. La prima scossa fu così forte che venne avvertita perfino all’estero. E la seconda, appena nove giorni dopo, diede il colpo di grazia alla regione.

Una decade dopo, seppur la tragedia non sia stata mai dimenticata, il terremoto emiliano è diventato simbolo di rinascita. Come una fenice che risorge dalle proprie ceneri, i luoghi colpiti dal sisma sono emersi dalle macerie.

Un movimento di ripresa che non si è interrotto neppure durante gli anni della pandemia di Covid-19. Il territorio colpito dal sisma, che produceva il due per cento del Pil nazionale, comprendeva 66mila imprese e 570 scuole, dichiarate inagibili. Nel vuoto di normativa, è stata creata una cornice per dirigere prima l’emergenza e poi la ricostruzione, fissando delle priorità. Prima la scuola, poi il lavoro, le abitazioni, i centri di culto e i luoghi di aggregazione. Istituzioni, associazioni e società civile insieme per un obiettivo comune.

Senza dimenticare le diverse iniziative culturali, come il Concerto per l’Emilia del 25 giugno 2012. L’evento si tenne allo stadio Dall’Ara di Bologna, organizzato dal gruppo dei Nomadi. E vide 17 artisti esibirsi sul palco. La solidarietà, insomma, ha preso piede in tutto lo Stivale. Dieci anni dopo si può dire che questa terra la battaglia l’ha vinta. In vista della visita del Presidente della Repubblica, le istituzioni locali hanno annunciato che il 95 per cento della ricostruzione è stata completata, mentre rimangono da sistemare alcune chiese e degli edifici pubblici.