La Giornata mondiale delle tartarughe

Il 23 maggio si celebra la Giornata mondiale delle tartarughe, per diffondere e promuovere il rispetto e le conoscenze su questi antichi rettili, la consapevolezza sul pericolo di estinzione di numerose specie di tartarughe e la scomparsa del loro habitat naturale in tutto il mondo. Le tartarughe esistono da 200 milioni di anni, ma stanno rapidamente scomparendo come numero e come specie in conseguenza dello sfruttamento dell’industria alimentare e dei souvenir, del commercio come animali da collezione, dell’inquinamento e della distruzione degli ambienti naturali. Molte specie si sono recentemente estinte, o stanno per estinguersi, e moltissime altre sono destinate a scomparire entro i prossimi decenni.

La Giornata mondiale delle tartarughe rappresenta una data importante per tornare a riflettere sul ruolo e sull’importanza dei nostri mari, con una particolare attenzione alle fragilità del Mediterraneo. L’Italia, con la presenza di numerose organizzazioni quali Mare Vivo o Plastic Free, risulta essere un paese molto attivo nel tutelare e promuovere la salvaguardia di queste creature, con decine di centri per il recupero e la riabilitazione, dislocati anche presso le Aree marine protette e i centri dei Carabinieri del Cufa e Biodiversità, che ad oggi vantano una trentina di Reparti che gestiscono più di cento riserve naturali statali e aree demaniali, una tutela continua degli habitat di fondamentale importanza anche per la sopravvivenza di tante specie animali e vegetali del nostro Mediterraneo a rischio di estinzione.

Un impegno profuso quotidianamente da un esercito di specialisti, attivisti e volontari in azione sul territorio nazionale. Il rischio di estinzione per numerose specie è rappresentato quasi esclusivamente dall’inquinamento prodotto dalle attività umane e la contaminazione del loro habitat naturale in tutto il mondo. Obiettivo della giornata è quello di tornare ad approfondire la tematica delle degenze correlate all’inquinamento. L’attività di sensibilizzazione delle istituzioni e delle organizzazioni pone l’attenzione sulle buone abitudini per contribuire alla diminuzione dell’inquinamento.

D’altronde, le tartarughe europee, siano esse testuggini di terra, tartarughe di acqua dolce o tartarughe di mare, sono specie inserite nella lista rossa della Iucn poiché, nel corso dell’ultimo secolo, hanno visto il loro habitat naturale cambiare profondamente a causa delle attività umane, sempre più frequenti. Sono infatti le azioni dirette o indirette dell’uomo le principali minacce che gravano sulla sopravvivenza della specie: distruzione dell’habitat per via dell’agricoltura intensiva, utilizzo di pesticidi e urbanizzazione, commercio illegale delle diverse specie come animali da compagnia o ancora sperimentazione sulle stesse nella medicina tradizionale.

Tuttavia, la valorizzazione di progetti legati alla blue economy, alla tutela del Mediterraneo e alla ricerca marina consente di invertire la tendenza, puntando anche su nuove dinamiche occupazionali per i giovani ricercatori ed esperti. Dal 1992 grazie al Programma Life sono stati cofinanziati in Europa oltre 5mila progetti che hanno mobilitato 12 miliardi di euro di investimenti di cui 5,6 miliardi di euro stanziati dalla Commissione europea a titolo di cofinanziamento. L’Italia ha raggiunto un primato, sia in termini di cofinanziamenti ottenuti sia di progetti finanziati. Tra il 1992 e il 2020, sono stati finanziati più di 970 progetti determinando un investimento complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro, di cui circa 850 milioni di euro stanziati dalla Commissione europea a titolo di cofinanziamento.