Il viaggio degli yacht di Abramovič per evitare le sanzioni

Il magnate Roman Abramovič è stato di nuovo costretto a spostare i suoi due yacht, dal valore complessivo di quasi due miliardi di dollari, per via delle sanzioni europee. Adesso si trovano nel sud della Turchia, dove il presidente Recep Tayyip Erdogan ha deciso di non applicare le misure punitive perpetrate dall’Unione europea verso la Russia e i suoi cittadini, in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte del Cremlino. Questa partita di nascondino tra il mondo occidentale e l’ex proprietario del Chelsea ha attirato l’attenzione pubblica. Il più grande dei due, Eclipse, del valore di 1 miliardo di dollari, è rimasto nei primi mesi del conflitto ancorato a Mugla, in provincia di Marmaris non lontano da dove è presente My Solaris, del valore di 780 milioni di dollari. Entrambi sono registrati alle Maldive.

La seconda nave, quella “economica”, era rimasta nel cruise port di Bodrum, nota località balneare turca. Ciò ha attirato l’attenzione di alcuni avvocati inglesi. Il motivo dell’interesse deriva dal fatto che questo porto turistico è quotato nella borsa della City e pertanto soggetto alle sanzioni europee. Situazione che ha spinto il magnate russo a muovere ancora i suoi due yacht, che hanno lasciato i porti in cui erano ancorati da marzo e hanno fatto rotta vero la località di Gocek, rimanendo al largo.

Secondo il sito Lloyd’s Intelligence List lo yacht My Solaris intestato all’ex patron del Chelsea, 140 metri, avrebbe abbandonato il porto di Barcellona l’8 marzo scorso. È stato poi avvistato al largo della Sicilia due giorni dopo, quando sono entrate in vigore le sanzioni della Gran Bretagna, per poi attraccare il 12 marzo a Tivat, in Montenegro e da là prendere il largo verso il porto di Bodrum. Lo yacht ha seguito una rotta che, senza mai entrare in acque della Grecia, gli ha permesso di evitare le sanzioni europee, scattate il 15 del mese. L’altra nave, la “maggiore”, con due piste per atterraggio elicotteri e un minisottomarino annesso, è partita dalle Antille il 3 marzo per poi giungere in Turchia, nel porto di Marmaris, il 22 del mese. Anche in questo caso percorrendo una rotta che gli ha permesso di evitare le sanzioni.

Sul fronte dei negoziati tra Russia e Ucraina, perfino il presidente di Kiev è convinto che Abramovic possa essere una figura decisiva, vista la sua vicinanza a Vladimir Putin e allo stesso tempo ai canoni occidentali. Per questo motivo fu Volodymyr Zelensky stesso a chiedere alla Casa Bianca di bloccare le sanzioni nei confronti dell’oligarca, nella convinzione che si trattasse di un personaggio in grado di mediare con il Cremlino. Lo stesso Magnate era presente lo scorso 29 marzo a Istanbul, quando le delegazioni di Russia e Ucraina si sono incontrate per portare avanti il negoziato precedentemente avviato in Bielorussia, senza tuttavia trovare un accordo per un cessate il fuoco.