Le telediscussioni sull’aborto negli Usa

Mentre in Italia vanno forte – tra maschi solitari ed etero-omo-asteriscati – i party di sesso selvaggio favoriti da mix chimici devastanti, in questi giorni ha trionfato sui media l’argomento della chiusura della Corte Suprema statunitense all’aborto, frutto di diversi errori politici, commessi già ai tempi di Barack Obama. Ne è risultato il solito chiacchiericcio delirante e inconcludente (se no di che chiacchiera si tratterebbe?), fatto di condanna all’America antiabortista, per esaltare l’aborto all’italiana – magari omettendo di dire che gran parte dei medici sono (ippocraticamente?) obiettori di coscienza sull’aborto, per cui alla fine siamo – de facto – non così lontani dai “trumpiani della Corte Suprema Usa”. Cioè ci tocca sentire la doppia mareggiata di parole da parte della militanza pro e antiabortista, che certo si fonda su lotte e questioni tremendamente serie. Poi è anche vero, come scrive Guia Soncini, che il grido delle neo-postfemministe mondiali contro la Corte Suprema della Morte Nera che difende i feti non è stato: “Echeccazzo, lasciate decidere a ciascuna di noi”, ma è stato “Gilead! Gilead!”.

Quindi ci sparano nel cranio i dibattiti tivù, e i post coi cuoricini e i like, inclusi quelli microneuronali di TikTok. Come se non bastasse, i due fronti femminili e femministi sull’aborto gridavano Gilead! perché entrambi utilizzavano come riferimento la serie televisiva Il racconto dell’ancella (Handmaid’s tale), la serie che in Italia si trova su Tim Television, tratta dal romanzo omonimo di Margaret Atwood. Il racconto dell’ancella è una distopia costruita sulle orme della bellissima serie distopica e ucronica The man in the high castle, che riesce a compiere il miracolo di migliorare il testo originale scritto da Philip K. Dick, il grande scrittore autore de La svastica sul Sole, da cui deriva la serie.

Ne L’uomo nell’alto castello si narra di una Germania nazista che ha vinto la guerra, trasformando gli Stati Uniti in una propria colonia, che è andata sulla Luna per piantarvi l’orrida svastica, che ha prosciugato il Mediterraneo per utilizzarlo come terra per l’agricoltura. Più che un’utopia sembra quasi l’incubo putiniano con le sue mani insanguinate pronte ad afferrare il mondo… Non è che le profezie di Philip Dick sono pericolose? Torniamo all’ucronia del Racconto dell’ancella. Vi si narra la vita di un’ancella che vive nella Repubblica di Gilead, nuovo nome degli Stati Uniti dopo che un golpe del fondamentalismo cristiano (un trumpismo mistico?) ha sovvertito gli States, imponendo una dittatura integralista di stampo talebano, solo che si tratta di fondamentalismo cristiano.

L’aborto nella Repubblica di Gilead è ovviamente vietato: la missione del nuovo Stato è (che paradosso!) quella tremendamente darwinista della riproduzione della specie. Pertanto, le donne sono sottomesse all’uomo in quanto mogli riproduttrici. Per migliorare la performance demografica, i maschi possono utilizzare anche delle ancelle come mere riproduttrici. Ecco il racconto dell’ancella di cui nel titolo del romanzo e della serie. I maschi giocano tra loro, qualcuno fa sesso con altri solo per infettarsi di Aids. Interessante – per capire quanto le questioni sessuali, erotiche, demografiche e femminili non abbiamo soltanto tinte drammatiche e tiktokiste – ma scivolino anche pesantemente nella farsa, nel ridicolo, causando problemi non da poco, c’è la questione dei party di sesso selvaggio tra soli uomini. Il tutto innaffiato da generose dosi di droga dello stupro e Viagra. Parlo di G, o Ghb o Gbl, sostanze utilizzate in party a scopo sessuale tra soli maschi, più eterosessuali che gay.

I portatori di pene come se la arrangiano, quando l’alter ego femminile è impegnato a fare carriera più di Chiara Ferragni, o a lottare per l’aborto, mentre intanto pensa a cambiare i panni al bimbo e i pannicelli alla madre anziana? I nuovi machos sono tali senza donne: rampanti e arrapati nonostante tutto e tutte, si danno alla nuova moda. Si parla di sessualità Msm (sigla da Men who have sex with men: uomini che fanno sesso con altri uomini a prescindere dall’orientamento sessuale). Si danno al sesso selvaggio e cercano di fare orge col pendolare seduto di fronte e una ciurma di sconosciuti, aiutandosi col mefedrone, che include il Khat, droga tipica della penisola arabica e dell’Africa sud-orientale, dove le foglie di questa pianta vengono masticate da secoli. Il Khat sta sbarcando anche in Italia, costa poco.

Il mefedrone potenzia gli effetti del Khat (un eccitante) col G, un liquido che invece rilassa i muscoli, e il Viagra. Il mix è inodore e insapore (parliamo dei mix che formano la così detta “droga dello stupro”) e dà uno stato di incoscienza particolare. Il Gbl è una droga inibitrice della volontà che si può ordinare anche nel web normale, in quanto è utilizzato come solvente nelle carrozzerie delle auto. Nel Regno Unito e in Olanda il suo uso è libero. Può essere spedito da corrieri privati, a un costo molto basso. Per i party ci sono app di incontri Msm: si aggiunge alla propria identità o avatar la connotazione Ksex, per far capire che si cerca sesso sfrenato e chimico con altri maschi, senza nessun’altra implicazione. I party Msm – insieme con le droghe utilizzate – danno una forte dipendenza e possono dissestare giovani e adulti per sempre. A ciò provvedono il Circolo Mario Mieli a Roma e la Asa a Milano. Il fenomeno del Chemsex tra soli uomini produce anche problemi medici gravi: ha dato spazio ai cosiddetti Bug Chaser (“cacciatori di insetti”), persone che “cercano partner sessuali malati di Hiv allo scopo di infettarsi anche loro” (sì, avete letto bene).