Le case Inpgi passano all’Inps: continueranno le vendite?

Da ieri tutto il patrimonio immobiliare dell’ex Inpgi 1, già confluito nel Fondo Giovanni Amendola, è passato armi e bagagli all’Inps che ha salvato a spese del contribuente italiano l’ente pensionistico dei giornalisti professionisti.

Un bel “bucoda quasi 300 milioni di euro – dovuto anche alle campagne scandalistiche che contribuendo all’annientamento dei fondi per l’editoria, ha provocato il bel risultato di più di duemila giornalisti a spasso – più il futuro pagamento delle pensioni dei giornalisti con i relativi diritti acquisiti.

Ciò nonostante, come se niente fosse, l’Inpgi, attraverso la società Investire, sta continuando la dismissione immobiliare di un patrimonio che da oggi formalmente non è più suo. Dismissione peraltro che non ha prodotto particolari risultati, se non quello di spaventare alcuni inquilini anziani che hanno preferito cambiare casa. Lasciando alloggi vuoti non più affittati e neanche venduti.

L’Inps – ma solo l’Inps – potrebbe o meno continuare la campagna di dismissioni. Ma magari con altri criteri. E con altri prezzi, non condizionato dai valori alti e fuori mercato a suo tempo iscritti nei bilanci dell’ex ente previdenziale dei giornalisti.

E qualcuno si potrebbe anche chiedere se fare ricorsi giudiziari contro eventuali vendite perfezionate in questo periodo di semi-transizione. Infatti l’Inps potrebbe decidere di fermare queste vendite o di offrire agli inquilini condizioni più vantaggiose in prelazione. E c’è il pericolo che chi compra adesso possa trovarsi in difficoltà al momento di perfezionare il rogito. O anche a rogito perfezionato. Occorrerebbe quindi in materia una parola risolutiva dell’Inps e quindi del governo prima di combinare un altro pasticcio all’italiana.