Holly e Benji esistono… e vengono dalla Georgia

La Georgia, una piccola nazione ex sovietica che non raggiunge neanche i 4milioni di abitanti, ha trovato i suoi Holly e Benji. Se un tempo ad accendere il tifo dei georgiani erano le giocate di Levan Kobiashvili, Shota Arveladze e del celebre Kakhaber Kaladze – che ha vinto la Champions League, insieme al collega Andriy Shevchenko (entrambi con il Milan) – ora sono Khvicha Kvaratskhelia e Giorgi Mamardashvili a far sognare gli appassionati di calcio, da Batumi a Tbilisi. Il primo, attaccante, è approdato alle falde del Vesuvio durante questa sessione di mercato estivo, con il compito (difficilissimo) di rimpiazzare il triste vuoto lasciato a Napoli da Lorenzo Insigne. Il numero 77 ha subito mostrato una tecnica fuori dal comune e accelerazioni da motore 75 Polini tutto truccato, segnando quattro gol nelle prime sette di campionato.

Mama, di ruolo portiere, è in forza al Valencia dal 2021. Nella sua prima stagione solo sei presenze, ma convincenti. Adesso, con Gennaro Gattuso sulla panchina dei Pipistrelli, è titolare inamovibile e ha deciso di ringraziare il tecnico, subendo solo cinque gol nelle prime sei di campionato. Per ora, la nota più positiva dell’esperienza spagnola di Rino, tanto che l’estremo difensore classe 2000 ha firmato con la dirigenza un contratto blindato fino al 2027. “Il Mestalla è la mia casa” ha ribadito Mama sui social, che si tappa le orecchie contro il canto delle sirene della Premier League e delle big europee. I georgiani non stanno più nella pelle, vogliono vedere i due talenti giovanissimi (Kvara è classe 2001) in campo con la maglia della nazionale, che ultimamente non se la passa benissimo.

Zero titoli dal 1992 fino ad oggi e l’85esimo posto nel ranking Fifa non sono certo delle pietre miliari di cui andare fieri. Inoltre, i biancorossi non si sono mai qualificati né per i Mondiali né per gli Europei. La tanto sperata rivoluzione tecnica è partita un anno fa, con il tesseramento di Willy Sagnol come commissario tecnico. Vicecampione del mondo con la Francia e terzino titolare del Bayern Monaco, quello che ha vinto Coppa dei Campioni, Coppa Intercontinentale e cinque scudetti tedeschi. Su Kvara ricorda di averlo proposto “a tutte le squadre della Ligue 1 ma mi hanno risposto che si stancava presto e, in fondo, era georgiano e non brasiliano. Oggi è la copia moderna di Franck Ribéry”. Oltre all’attaccante del Napoli e Mama ci sono principalmente due giovani talenti che il tecnico vuole far crescere: il primo è il difensore Irakli Azarovi (2002) della Stella Rossa e poi il centrocampista Zuriko Davitashvili (2001), che cerca spazio nel Bordeaux.

La Georgia alle qualificazioni ai Mondiali è arrivata quarta, ma pochi mesi fa in Nations League ha vinto il suo girone superando Macedonia del Nord, Bulgaria e Gibilterra. A Tbilisi si sente vento di cambiamento. In questa pausa nazionali, in attesa che riprenda il campionato, ci domandiamo: basterà un duo “da cartone animato” per portare la Georgia sopra delle vette inesplorate?