Arturo Cucciolla: un intellettuale di piazza

Lunedi 19 settembre, presso la Casa del Mutilato di Bari, si è tenuto un affollato evento in memoria dell’architetto Arturo Cucciolla, prematuramente scomparso il 19 agosto 2021. L’incontro, promosso dall’Ordine provinciale degli Architetti, ha visto gli interventi programmati del professor Giandomenico Amendola, della professoressa Angela Barbanente, del professor Rocco Carlo Ferrari, del collega architetto Dario Morelli e dei figli Luca e Alessandro.

Oltre agli interventi previsti numerosi colleghi, amici, studenti hanno inteso condividere il loro ricordo di Arturo (come tutti erano abituati a chiamarlo), un architetto che per una vita ha saputo conciliare la didattica universitaria nelle aule del Politecnico di Bari e il grande impegno professionale di grande impatto sulla città. Si ricordano, tra le sue opere a mero titolo esemplificativo, il piano Urban, il piano di recupero di Bari Vecchia, il padiglione Asclepios nel Policlinico di Bari. Personalmente, ho conosciuto Cucciolla quando, da studente della Facoltà di Architettura a Bari, frequentavo il suo corso di Storia della Città. In particolare, non potrò mai dimenticare un nostro incontro durante il quale, nel suo studio, gli mostrai insieme a un collega una lista di architetture del Novecento per una guida all’architettura moderna di Bari.

Cucciolla, appoggiando per un secondo la sua inseparabile pipa, ci chiese conto della esclusione della Casa del Mutilato progettata da Pietro Favia da quella lista. A noi giovani studenti sembrava un edificio caratterizzato da una marcata retorica monumentale fascista. Fu allora che l’Architetto, tra rotoli ingialliti dal tempo, prospettive a carboncino, schizzi e splendide planimetrie a china originali di Pietro Favia, ci spiegò la lunga genesi di quel progetto e, con consueto tono pacato e appassionato, ci illuminò sulla straordinaria modernità di quell’architettura che, al suo interno, prevedeva una grande sala a doppia altezza intonacata e grandi vetrate a smaterializzare la presunta monumentalità esterna. Quella stessa sala gremita di ricordi personali e collettivi, di parole affettuose, ha voluto ricordare l’Uomo, il docente e il professionista.

Arturo Cucciolla ci ha trasmesso la passione di comunicare la bellezza dell’architettura a tutti, lui che era riuscito nell’intento di riunire il popolo di Bari Vecchia in comitati per la difesa di luoghi pubblici. Per lui, il fare architettura ha sempre coinciso con una azione politica dal basso. Ecco perché oggi possiamo ben dire che Arturo Cucciolla è stato l’architetto del popolo, un vero intellettuale di piazza.

(*) Consigliere dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Bari