Il tribunale militare ridà dignità al Capitano Ultimo

È di qualche giorno fa la notizia, passata inosservata dalla maggior parte degli organi di stampa, dell’assoluzione del Capitano Ultimo, ovvero il Generale di Brigata Sergio De Caprio. Difatti è stato il Tribunale Militare di Roma ad attestare “che il fatto non sussiste”, a seguito della “denuncia” per diffamazione all'ex comandante generale dell’Arma dei carabinieri Generale Nistri nonché dall’attuale comandante generale dell’Arma dei carabinieri Generale Luzi. L’assoluzione dello stesso è stato argomento dell’intervista, che qui pubblichiamo, con la sua legale, l'avvocato Saveria Mobrici.

Avvocato Mobrici grazie di aver accettato l’invito a rilasciarci questa intervista. Andiamo per gradi, ci spieghi perché si è proceduto ad un capo di imputazione per diffamazione aggravata, da parte di un ex Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri nonché dell’attuale, in cui si è visto imputato il Capitano Ultimo, Generale di Brigata Sergio De Caprio.

Grazie a Lei. La sua domanda può apparire semplice e di facile risposta, ma non è assolutamente così. Comunque, il Capitano Ultimo, Sergio De Caprio (perché preferisce essere chiamato così e non Generale), ha lottato per vedersi riconosciuta la sua radicata dignità di Carabiniere e non vederla minata da accuse infondate. La volontà del medesimo di mantenere la sua dignità intatta, nel costante rispetto dei principi morali propri della comunità militare, sociale, lo ha mantenuto forte nel sacrificio della vita e nel rispetto del principio etico dettato dal 1 comma dell’articolo 52 della Costituzione.

Qualche giorno fa, però, il Tribunale Militare di Roma lo ha assolto. Ci spieghi la valenza di questa sentenza.

È stata ridata al Generale di Brigata, Sergio De Caprio, la dignità di uomo, di un padre e l’onore del militare, attraverso una istruttoria dibattimentale che ha determinato il pregio di gettare la luce anche attraverso la complessiva narrazione delle questioni di cui ai capi di imputazione, con l’audizione dei testi e l’interrogatorio dell’imputato. Nel contesto dell’imparzialità processuale si è giunti alla verità interna al procedimento di elaborazione del giudizio, che ha permesso ai Giudici di emettere una assoluzione di giustizia: il fatto non sussiste!

Il Capitano Ultimo è un emblema nella lotta alla mafia, è impegnato con la sua associazione di volontariato a favore dei più bisognosi, degli “ultimi", ha fondato con il regista Ambrogio Crespi “Ultimo Tv", con una programmazione tutta dedicata alla legalità, in molti non capiscono perché debba difendersi da quella istituzione che ha servito con onore per tanti anni.

Come sempre, non è facile far comprendere chi è Capitano Ultimo, per lui è essenziale vivere con degli ideali; è essenziale essere utile ai suoi simili; “servizio” è il significato etimologico di “militia”; ha un concetto di morale dove non esiste la menzogna; Dio sa sempre come soccorrere il giusto. Occorre avere occhi per servirsi, guardare e vedere quello che richiede il momento presente e avere quella fede della speranza, del fare, della solidarietà, umanità, magnanimità, pazienza, cura del bene comune, spirito di servizio, fedeltà. Questi sono alcuni valori di riferimento per il Generale di Brigata De Caprio, come condizione per poter vivere con vocazione il proprio progetto di vita.

Qual è la considerazione che riservano dei sindacati militari il Ministero della difesa e il Comando Generale dell’Arma dei carabinieri?

La Corte costituzionale ha dato precise indicazioni su come il legislatore dovrebbe intervenire. L’inerzia del legislatore sul punto potrebbe costituire una giustificazione dell’opera di natura sostitutoria dei giudici, che potrebbero generare sentenze, sulla libertà assoluta delle fonti, una opera interpretativa più varia.

Una ultima domanda. Lei è ottimista circa il cambio di atteggiamento dei vertici militari nei confronti delle rappresentanze militari, crede che l’assoluzione di Capitano Ultimo sia un segnale positivo per il futuro e per la tutela della libertà di opinione dei militari?

L’evoluzione della società e dei membri della società, impone una adeguata soddisfazione nell’appagare le esigenze dei cittadini e quindi anche quelle delle Forze Armate. Il Giudice che si occupa della legge, sappiamo che ne è l’interprete quotidiano secondo il proprio convincimento che si adegua alla intenzione del legislatore. Sono soddisfatta che il Tribunale Militare di Roma, attraverso il Presidente Filippo Verrone e il Giudice a latere, cons. Elisabetta Tizzani, abbia colto l’importanza della richiesta da parte della difesa del Generale De Caprio, dove il riferimento alla Corte costituzionale non può essere dimenticato e l’evoluzione del mondo è parte fisiologica del legislatore, che deve sempre percepire gli impulsi che provengono dalla società e dal suo modo di attivazione della comunicazione attraverso i social.

Destare le coscienze sulle questioni nazionali e/o internazionali, anche del mondo militare, comporta la ricerca di valori comuni rendendo gli individui consapevoli di appartenere ad un contesto sociale fatto di relazioni interpersonali e intergenerazionali.