I disordini al Cpr di Ponte Galeria

lunedì 5 febbraio 2024


Alla fine il bilancio è stato di 14 persone arrestate – da polizia e carabinieri – al termine dei disordini registrati ieri al Centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria. I soggetti in questione, a vario titolo e in concorso tra loro, dovranno rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento e incendio doloso.

Ma cosa è accaduto? Secondo quanto riferito da una nota della Questura, all’alba è stato registrato il decesso di un 21enne della Guinea, ospite del Centro, trovato impiccato. Immediato l’intervento del personale sanitario: ma non c’è stato nulla da fare. Verso le 9,30 gli ospiti del reparto maschile hanno cominciato a dare fuoco ai materassi e a lanciare vari oggetti contro il personale delle forze dell’ordine intervenuto. Gli incendi sono stati immediatamente spenti dalle stesse forze dell’ordine e dai vigili del fuoco. Un intervento, questo, che ha inizialmente riportato la calma nella struttura. Alle 13, poi, alcuni ospiti hanno provato dapprima a forzare uno sbarramento e successivamente hanno iniziato a lanciare oggetti contundenti verso il personale delle forze dell’ordine. Dopo circa un’ora, alcuni ospiti, dopo aver forzato una porta di sicurezza, sono riusciti ad accedere in una zona dove erano parcheggiate le auto della polizia. E hanno provato a incendiarne una. Parallelamente, altri ospiti, forzando varie porte, sono riusciti a entrare in una stanza in uso al personale dell’Arma dei carabinieri lì in servizio, rubando alcuni effetti personali e danneggiando il locale stesso.

Durante le operazioni di ordine pubblico, è stato necessario l’uso di alcuni lacrimogeni. E per impedire la fuga di alcuni ospiti, è stato predisposto lo sbarramento con il personale ed i mezzi del Reparto mobile. Poco prima delle 22, le forze dell’ordine sono riuscite a entrare all’intera struttura e a riportare gli ospiti nei loro settori. Sequestrato il materiale utilizzato per aggredire i poliziotti e i carabinieri.

Allo stesso tempo, è stata avviata un’indagine per arrivare all’identificazione dei responsabili dei danneggiamenti e dei lanci di oggetti. Fermati e arrestati da polizia e carabinieri 14 ospiti di nazionalità marocchina, pakistana, guineana, cubana, cilena, senegalese, tunisina, nigeriana e gambiana, 6 dei quali provenienti dal Cpr di Trapani. Tre le persone ferite tra le forze dell’ordine: due carabinieri, a causa di alcuni traumi hanno avuto 5 e 7 giorni di prognosi; un caporalmaggiore dell’Esercito ha riportato la rottura del tendine di un braccio ed è stato refertato con 30 giorni di prognosi. Da una prima stima dei danni, sono risultati abbattuti almeno due muri di separazione tra i settori, per i cui danneggiamenti sono state usate come arieti le cabine telefoniche. Distrutte le serrature di altre porte di sicurezza, oscurate e danneggiate otto telecamere di videosorveglianza. Devastata la stanza in uso ai carabinieri, distrutta e parzialmente incendiata un’auto della polizia, oltre ad altri mobili e materassi.

Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia (Mosap): “A essere disumane sono le condizioni dei colleghi chiamati quasi sempre a fronteggiare situazioni pericolosissime, in balia di delinquenti che non hanno nulla da perdere. Incredibile come in questo Paese la preoccupazione sia sempre e solo per chi delinque e non per chi serve lo Stato”. E ancora: “Solidarietà ai carabinieri e al militare dell’esercito feriti. Non è possibile lavorare in contesti in cui è oramai consolidata la prassi da parte degli ospiti di creare guerriglie per fuggire. Fortunatamente non ci sono state gravi conseguenze per i feriti, ma questo non legittima a fare finta di nulla. I centri per i rimpatri sono delle vere bombe ad orologeria».

Per Giorgio Carugati, responsabile dell’ufficio organizzazione mobile del Nuovo sindacato carabinieri (Nsc) “ancora una volta siamo chiamati a ribadire l’importanza dell’approvazione delle nuove direttive per l’ordine pubblico, ci chiediamo cosa stia aspettando il Comando generale, già più volte sollecitato. Ancora non è accettabile che un Cpr che ospitava 101 persone, preveda la presenza di soli 5 militari. Non si può parlare di squadra antisommossa con sole 5 unità, due delle quali ferite dalla sassaiola. Ci auguriamo che a seguito di questo ennesimo episodio il Comando generale decida di aumentare l’organico in servizio presso il Cpr. Non si può lavorare in queste condizioni disumane rischiando la pelle”.

“Non c’è però bisogno di aspettare le indagini per poter dire che luoghi come Ponte Galeria sono totalmente disumani. Non c’era bisogno di aspettare la morte di un giovane ragazzo per dire che questi posti vanno chiusi”. Così ha scritto ieri, in un post, la garante dei detenuti di Roma, Valentina Calderone: “Il Garante regionale e io siamo qui da ormai due ore, insieme alla senatrice Cecilia D’Elia e al deputato Riccardo Magi. Siamo riusciti a parlare con un paio dei compagni di trattenimento del ragazzo che si trovavano nel suo stesso reparto e con alcuni operatori. Domani riferiremo all’autorità giudiziaria quando abbiamo appreso. I suoi compagni hanno tagliato la corda e provato a soccorrerlo chiamando gli operatori del centro. Il ragazzo è stato portato in infermeria dove hanno effettuato le manovre di rianimazione in attesa dell’ambulanza. Quando il medico è però arrivato non ha potuto far altro che constatare il decesso”.


di Redazione