That's the Twitter, baby

@giankaleone
«Manager Rai. Produttore e giornalista. Docente Luiss in Economia e Gestione dei Media. Musicista. Opinioni a titolo personale». Così si presenta ai propri follower Giancarlo Leone. Con una biografia essenziale ma completa. E con un nickname che strizza l'occhio al giovanilismo del web. In @giankaleone l'utilizzo della kappa è un vezzo, ma anche una scorciatoia per ridurre i caratteri di un nome troppo lungo per Twitter. Indizio che uno dei dirigenti da più lungo tempo in Rai non si è iscritto al social network per seguire la moda salottiera del momento. Sì, perché il "se non cinguetti non ti si fila nessuno" è un liet-motiv che si è fatto largo anche nei corridoi di viale Mazzini. Dal quale Leone non sembra essere stato contagiato. Poco più di milleseicento tweet non giustificano di per sé i quasi tremila follower di un personaggio la cui rilevanza pubblica viaggia parallelamente ma lontana dai riflettori del piccolo schermo. Il fatto è che Leone, giornalista da più di trent'anni, ha capito che il social network gli metteva a disposizione la possibilità di comunicare contenuti in modo rapido e originale. Ha trovato un proprio taglio, e ha iniziato a twittare. 

In breve il suo profilo è diventato imprescindibile per tutti coloro che analizzano il mondo della televisione. Nei suoi risvolti tecnici così come in quelli sociologico-politici. Tanto da meritarsi l'attenzione del temuto critico del <+corsivo_fb>Corriere della Sera<+tondo_fb> Aldo Grasso. Che proprio al profilo Twitter di Leone ha dedicato attenzione ed encomi. Con un taglio affatto paludato. «Tv.Testa a testa Titanic Rai1 (3.095.000, share 12.51%) e Report Rai3 (3.030.000, 12.66%). In attesa di affondamento nave, Aspartame a fondo» scriveva divertito lo scorso 30 aprile. 

Oltre all'attualità, anche riflessioni affatto peregrine sull'evolversi del mezzo televisivo: «Tv. Ormai è un successo superare il 15%. Normale che sia così con oltre 200 canali digitali e satellite. Più scelta, più qualità. Non tutti pronti». Anche se «certamente vanno rivisti radicalmente i modelli industriali e produttivi.I costi devono scendere senza influire su qualità». 

Leone non commette l'errore di prendersi troppo sul serio. Quando è spuntato l'hashtag #filmnelpallone (rivisitazioni di titoli di pellicole famose in chiave calcistica), si è sbizzarrito: «Maicon uno sconosciuto», «Bari Lyndon», «Chievo asilo» e «Ricomincio da tre. A zero» fra i migliori. Non solo televisione. Anche il cinema rientra nei campi d'indagine del dirigente Rai. Che alla fine dello scorso mese notava: «Film. Mentre consumi calano, +11% biglietti venduti weekend rispetto ad anno scorso. Forse merito di Avengers €4.752.836 (tot. oltre 8 milioni)».

@infoatac
«Il twitter ufficiale delle informazioni in tempo reale di Atac, l'azienda del trasporto pubblico di Roma Capitale». Il servizio pubblico di Roma arriva su Twitter. L'iniziale ironia - e scetticismo - con il quale è stato accolto è stata ben presto sostituita dal mantra che "il profilo sul social network è l'unica cosa che funziona sui bus e sulle metro della Città Eterna". Tristemente nota più per una canzone degli irriverenti Prophilax ("Atac di merda") che non per la qualità del suo servizio, l'Azienda delle Tramvie e Autobus del Comune non dà segnali di volere e potere cambiare la nomea che tristemente l'accompagna. E se i disservizi rimangono quelli di sempre, grazie all'account Twitter le informazioni sul come, dove e perché si sono fatte rapidissime e puntuali. Ma soprattutto in tempo reale. Uno staff consapevole e padrone delle potenzialità e delle tecniche di comunicazione del web 2.0 interagisce quotidianamente con tutti gli utenti che pongono dubbi, domande, richieste di informazioni. Certo, sarebbe preferibile evitare il furore degli utenti agendo direttamente sulle cause. Ma anche una risposta tempestiva a volte può servire a placare i malumori del momento e aiutare a districarsi nella giungla dei trasporti della Capitale. Come è accaduto in un paio di circostanze anche a qualche redattore del giornale che state leggendo.

Non solo. @infoatac comunica in tempo reale le variazioni di orari e di tragitto di tutte le linee, centrali o periferiche che siano, dell'urbe. Arriva così qualche bella notizia: «Oggi, orario linee metropolitana A e B: 5.30-23.30». Il minimo sindacale, direte? Non per chi è abituato a vedersi chiudere i cancelli del 50% delle linee metropolitane della propria città alle 21.30. Perché si sa, dopo il Carosello, tutti a nanna (e non c'è bisogno di bighellonare in giro, a parere dell'amministrazione comunale). 

Insomma, l'utenza Twitter di uno dei (dis)servizi più tristemente noti all'ombra del Cupolone si è conquistata in brevissimo tempo 6.700 follower. E pian piano ha acquisito una credibilità che l'ha tenuta lontana (per il momento) dagli strali di cittadini incazzati.

Quelli di @infoatac sono così organizzati che hanno anche un account bis. «Il profilo twitter di riserva di Atac spa, l'azienda della Mobilità di Roma» è la biografia di @infoatac2. Trecento follower per un unico tweet: «InfoAtac2 è il profilo di riserva in caso di blocco del profilo principale InfoAtac».