Virus intelligenti e pc sempre più a rischio

“Gallina vecchia fa buon brodo” è un detto che la criminalità informatica ha fatto proprio. Almeno stando alle ultime notizie che arrivano dal mondo del malware. Sono state appena individuate, infatti, delle nuove versioni dell’ormai celeberrimo Cryptolocker che hanno adottato strategie che vengono dal passato remoto dei virus informatici. “Gli ultimi esemplari del più famoso dei ransomware hanno una nuova componente che, dopo avere cifrato i dati del malcapitato, si propaga automaticamente inviandosi agli indirizzi di posta presenti nella rubrica del computer infetto”.

“Questa strategia era tipica di molti virus dei primi anni di questo millennio – spiega Alessandro Curioni, esperto di sicurezza informatica e autore del libro Come pesci nella Rete – Guida per non essere le sardine Internet, dedicato ai pericoli del web – Si trattava di virus-worm come I love you e Anna, che fecero milioni di vittime in tutto il mondo”.

In questa variante il malware diventa più pericoloso?

“Ovviamente sì – prosegue Curioni – I destinatari delle email infette vedranno un mittente noto e pertanto affidabile, quindi non si porranno alcuna domanda sull’attendibilità del contenuto. All’interno di un network aziendale le conseguenze potrebbero essere devastanti, con decine o centinaia di macchine colpite. Ancora una volta sarà l’attenzione degli utenti a poter fare la differenza. Un attimo di distrazione e i criminali hanno fatto l’affare”.