L’inesauribile forza di Facebook

Nel 2012 gli analisti avevano dato per spacciato il social network di Palo Alto. Alcuni avevo addirittura fissato la data di switch-off al 2020. Invece Facebook è tornato ad essere una piattaforma vincente. Merito dell’introduzione del live streaming di certo, che ad oggi sembra essere la migliore strategia per indurre gli utenti a transitare per il social network per un lasso di tempo più lungo del solito, aumentando quindi il valore per gli investitori pubblicitari.

Alla consegna dell’ultima trimestrale però (2,3 miliardi di utili), la domanda è tornata più prepotente che mai: è arrivato il momento di fare i conti con il declino? Sperare che le entrate pubblicitarie da record, registrate tra luglio e settembre, continuino a lievitare, sembra impossibile. Riuscire ogni tre mesi a superare il record, per quanto Facebook di assi nella manica abbia dimostrato di averne davvero tanti, è improbabile, ma Mark Zuckerberg può ancora scegliere di puntare su Instagram e Whatsapp. Acquistate dal colosso americano nel 2012 la prima e soltanto due anni dopo la seconda, le due applicazioni offrono diversi servizi ancora non monetizzati. È di poche ore fa, però, la notizia dell’imminente arrivo anche su Instagram della diretta “live”. Nessuna indiscrezione rilasciata su data di lancio e funzionamento, se non che il pulsante per far partire l’opzione potrebbe chiamarsi “Go Insta”.

Kevin Systrom, Ceo e co-fondatore di Instagram, in una recente intervista al Financial Times avrebbe inoltre dichiarato che “le dirette sono davvero interessanti per noi. Credo che possano migliorare ciò che facciamo. Se sto cercando di rafforzare il rapporto con qualcuno a cui tengo, i video in streaming potrebbero essere un modo incredibile per sentirsi più vicini”.

Meno recente invece, l’avvio dell’opzione “shop now”. Per ora disponibile solamente per i possessori di iPhone abitanti negli Usa e presto, qualora il test dovesse funzionare, allargato ai dispositivi Android e ad altri Paesi, la funzione consente di comprare un oggetto di cui si vede la foto su Instagram senza lasciare l’app. Per aumentare ancora il potenziale del social network e porre rimedio all’innegabile mancanza di creatività, Facebook deve puntare ora a coinvolgere il maggior numero possibile di nuovi utenti. Per raggiungere un numero di iscritti superiore ai già tantissimi 1,79 miliardi operativi sul social più famoso al mondo, il trentaduenne Zuckerberg ha pensato di fornire gratis l’accesso web in tutte le zone in cui la connessione non è ancora arrivata o difficilmente arriverà. Per realizzare il piano e rendere il progetto realtà nel giro di non più di dieci anni, Zuckerberg avrebbe investito in vari progetti a cui capo farebbe Regina Dugan, agente del Pentagono, incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare ed ex capo del laboratorio sperimentale di Google. Tra tutti, i più interessanti sono Aquila, un sistema di droni a energia solare capaci di stare in cielo per mesi dando accesso alla Rete nelle zone più isolate e Teregraph, tecnologia che migliora la velocità del web nelle aree urbane più densamente popolate.

Di certo resta che nessuno dodici anni fa avrebbe scommesso su Facebook, né tantomeno sul fatto che la società di Menlo Park sarebbe diventata la settima società al mondo per valore in Borsa. E oggi nessuno potrebbe scommettere sull’esaurimento del social in blu o sulla mancata capacità di Zuckerberg di riuscire a conquistare una nuova e inesplorata fetta di mercato.