La Cina seduce anche Facebook

Un miliardo e 375 milioni di utenti in più valgono qualche compromesso. Secondo quanto riportato dal New York Times, Facebook avrebbe deciso di accettare le condizioni imposte dal governo cinese per permettere al loro popolo di usufruire del social in blu. Se dapprima coloro che volevano navigare nel colosso di Zuckerberg in Cina avevano bisogno di eludere i blocchi governativi tramite Vpn (Virtual private network), ovvero un sistema in grado di geolocalizzare l’utente in un’area geografica diversa, oggi il rischio di sanzioni potrebbe essere lontano.

Malgrado non ci sia stata nessuna conferma, pare che nella società di Menlo Park sia stato messo a punto un tool, ovvero uno strumento in grado di evitare che i contenuti pubblicati possano in qualche modo violare il regolamento previsto dal governo, cha da sempre si è dichiarato ostile al concetto di libertà tanto osannato dal colosso americano. A capo del progetto, che nell’ultimo anno sembra aver avuto una particolare accelerazione, forse in virtù del fatto che per crescere ancora Facebook ha estremo bisogno di un nuovo pubblico su cui puntare, ci sarebbe l’attuale vice presidente Vaughan Smith. A gestire il software per escludere i contenuti non graditi potrebbe essere, invece, un intermediario. Secondo il quotidiano americano, infatti, il compito di monitorare i contenuti spetterà ad una società esterna. Non è la prima volta che i vertici del social in blu si dimostrano aperti ad alcune restrizioni. Il social network è infatti tenuto sotto stretta sorveglianza sia in Pakistan che in Russia e in Turchia solo tra luglio e dicembre 2015 sono stati bloccati, su richiesta governativa, più di duemila contenuti. Malgrado la discrezione massima richiesta nel trattare la questione, fonti attendibili parlano di “contatti intermittenti” tra Facebook e il governo cinese.

“Diciamo da tempo che ci interessa la Cina e stiamo investendo del tempo per capire e imparare di più su questo Paese - hanno fatto sapere da Facebook per bocca della portavoce Arielle Aryah, interpellata dall’agenzia di stampa Reuters - Tuttavia, non abbiamo ancora deciso quale approccio adottare. La nostra priorità in questo momento è aiutare le imprese cinesi e gli sviluppatori ad espandere le loro attività su nuovi mercati fuori dalla Cina attraverso la nostra piattaforma pubblicitaria”. Che Mark Zuckerberg fosse fortemente interessato al mercato cinese non è mai stato un mistero. Lo scorso marzo, per essere più appetibile al pubblico della capitale asiatica, il giovane Ceo aveva addirittura tenuto 20 minuti di discorso in mandarino, studiato appositamente per la visita in Cina e in occasione di uno degli abituali incontri con i suoi dipendenti ha aggiunto: “È meglio essere parte della conversazione, anche se non si tratta ancora di una conversazione completa”.