È questa l’ultima trovata di Mr. Facebook, presentata tra il 18 e il 19 aprile scorso, in occasione dell’F8, annuale conferenza dedicata agli sviluppatori del social in blu. “Stiamo lavorando a un sistema che consenta di scrivere direttamente con il cervello e che sia circa 5 volte più veloce di quanto non sia già possibile fare oggi scrivendo con il cellulare”, si legge sul profilo di Mark Zuckerberg che, per la realizzazione del progetto, avrebbe messo in piedi un gruppo di lavoro composto da circa sessanta elementi, tra ingegneri provenienti da diverse università degli Stati Uniti e ricercatori specializzati in sistemi ottici di nuova generazione.

L’obiettivo del gruppo Building 8, così viene chiamata la divisione Facebook diretta da Regina Dugan (nella foto), che si occuperà di trasformare l’ambizione del Ceo del social più famoso al mondo in realtà, è quello di captare gli impulsi neurali e “realizzare un mouse cerebrale per la realtà aumentata”. A stimolare il gruppo una constatazione molto semplice, trascritta dallo stesso Zuckerberg sul suo profilo: “Il nostro cervello produce abbastanza dati da trasmettere quattro film in alta definizione al secondo. Il problema è che il modo migliore che abbiamo per far uscire le informazioni - la parola - ha la stessa capacità di trasmettere dati di un modem del 1980”.

Non si tratterà, però, come ha insinuato qualcuno, dell’ennesimo tentativo di violare la privacy degli utenti, in quanto, come si legge nel comunicato stampa del colosso americano, “si tratta di decodificare le parole che si è già scelto di condividere con l’area del cervello deputata al linguaggio”, un po’ come facciamo quando scattiamo tante foto, ma decidiamo di renderne pubbliche solo alcune.

“A molti può sembrare impossibile, ma vi assicuro che gli sviluppatori sono davvero vicini a raggiungere questo traguardo”, ha assicurato la Dugan, ex direttrice dell’agenzia per la ricerca del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e ora vicepresidente di Facebook. Se i ricercatori della Stanford University hanno infatti già elaborato un’interfaccia cervello-computer che consente la scrittura tramite impulsi celebrali, previo impianto di elettrodi nel cervello, l’obiettivo di Building 8 sarà quello di lavorare a un metodo che non preveda l’inserimento di dispositivi nel cranio umano e consenta la scrittura di circa cento parole al minuto, contro le 8 previste dal sistema già esistente.

L’obiettivo ultimo di Zuckerberg sarà infine quello di riuscire, una volta messa in pratica la nuova tecnologia, a installarla su un dispositivo indossabile, riproducibile poi su larga scala.