Google Maps studia l’inquinamento dell’aria

Sono passati dodici anni da quando Google decise di acquistare una piccola azienda con il sogno di mappare il mondo.

Dal 2005 a oggi, il sistema di cartografia digitale del colosso di Mountain View, che ha messo in panchina anche le mappe di casa Apple, ha fatto progressi enormi. 

Dopo Maps Maker, metodo che consente ai viaggiatori di segnalare imprecisioni di mappatura, Trekker, lo zaino con fotocamere integrate usate ad esempio per acquisire nel dettaglio le immagini dei canali di Venezia e l'acquisto di Skybox Imaging, che grazie ai migliaia di satelliti che orbitano intorno al globo terrestre, consente di fotografare il mondo in Hd, Google Maps punta sul sostegno dell'ambiente e lo fa installando sulle macchine responsabili della mappatura, dei rilevatori di inquinamento.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Environmental Science and Technology (http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.est.7b00891) e condotta dagli ingegneri delle università di Washington, Texas, British Columbia e Utrecht, è stata dunque possibile, equipaggiando le macchine usate per la Street View, di rilevatori di carbonio, ossido e diossido di azoto. Il test, effettuato in una zona di 30 chilometri quadrati, compresi nella città di Oakland in California, ha consentito di raccogliere circa tre milioni di misurazioni e di mettere quindi a punto la mappa più precisa mai esistita in termini di inquinamento. Le vetture di Google hanno percorso strada per strada svariate volte e hanno dimostrato che, per ragioni ambientali o a causa di fonti inquinanti presenti in loco, le condizioni dell'atmosfera possono subire brusche variazioni anche a meno di un chilometro quadrato di distanza da un punto all’altro.

Inoltre, rispetto agli altri sistemi di monitoraggio tradizionalmente usati nelle grandi aree urbane, in cui vi è una centralina ogni 250-500 chilometri quadrati, il sistema adottato sulle vetture di Big G, consentirebbe di monitorare le variazioni di qualità dell’aria, ogni 10 metri.

Quello che si augurano i ricercatori, grazie alla mappa ottenuta dallo studio, che ha una risoluzione 100 mila volte superiore rispetto a quella ottenuta con i vecchi metodi, è di poter applicare la ricerca non solo in aree così limitate, ma anche nelle grandi città, così da poter contribuire alla misurazione precisa dell’inquinamento atmosferico, risolvendo i principali errori di rilevamento dati in tutto il mondo.