Facebook alla Boldrini, su “hate speech” una battaglia culturale

Apprezziamo i feedback delle istituzioni, perché così possiamo crescere e migliorare” anche su una materia tanto “complessa” come l’“hate speech”, i discorsi d’odio online su cui serve “una battaglia culturale”. Così Aibhinn Kelleher, Policy Risk Manager di Facebook per l’Europa, risponde alle sollecitazioni che la presidente della Camera Laura Boldrini ha rivolto spesso negli ultimi mesi al gigante social californiano. “Capiamo le sue preoccupazioni e le condividiamo, per questo lavoriamo così duramente”, sottolinea.

“Facebook non tollera discorsi di odio, ma il fenomeno conosciuto come ‘hate speech’ è un problema sociale complesso”, che “non possiamo semplicemente risolvere da soli”, spiega Kelleher all’Ansa a margine della due giorni di formazione “Tra le parole e i fatti: dove i pregiudizi condizionano la comunicazione” organizzata a Roma dall’Unar, l’Ufficio nazionale della presidenza del Consiglio dei ministri.

Facebook, sottolinea Kelleher, lavora su tre fronti per contrastare i discorsi d’odio sulla sua piattaforma. Oltre alle policy, le regole della comunità, e alla loro applicazione grazie alla squadra di 7.500 controllori umani dei contenuti segnalati, c’è un terzo fronte su cui la compagnia californiana vuole spingere. Si tratta del “counter speech”, il controbattere, il replicare in rete a chi pubblica contenuti che incitano all’odio. Si tratta di una battaglia “culturale”, osserva Kelleher, che serve ad “amplificare le buone voci su quelle cattive ed estremiste” online.