È Facebook il social più usato dal non profit

È Facebook il social più utilizzato dal terzo settore italiano: lo rivela la prima edizione di “D4NP-Digital For Non Profit”, in cui si è fatto il punto sullo stato digitale del non profit. La ricerca condotta da Search On Media Group ha preso in considerazione i primi 500 enti beneficiari del 5x1000 e ne è stato analizzato il loro rapporto con il mondo social: nello specifico, sia quanti tra questi hanno un sito internet sia quanti, dalla home, linkano i propri account social. I social fanno ormai parte della vita degli enti più grandi: il 77,2% linka i profili social nella propria homepage, mentre solo il 22,8% non ne ha nemmeno uno linkato dalla propria pagina principale. Questo numero si abbassa ulteriormente al 7,5% se si considerano gli enti tra la posizione 11 e la 50, mentre nella top 10 tutti hanno almeno un social network linkato dalla propria home.

Facebook risulta il social più usato in assoluto (74,8%) dalle non profit, dato in linea con le abitudini degli utenti italiani ed europei, seguito a lunga distanza da Twitter (56,4%). In terza posizione il social con il target più giovane tra quelli esaminati, Instagram, con il 21,8% degli enti. Google+, con il 18,2%, è in quarta posizione, mentre LinkedIn, in quinta, è linkato in homepage solamente dal 4,6% degli enti considerati e, tra questi, lo segnalano soprattutto quelli più grandi e quelli della categoria “Ricerca scientifica” o “Ricerca sanitaria”. Chiude la classifica Pinterest con il 4,6%.

Altri dati sono emersi dall’analisi del comparto mobile che, solo un anno fa, ha sorpassato il desktop negli accessi web. Sono state messe sotto la lente d’ingrandimento le homepage, analizzando quante di esse, viste dal cellulare, si adattano alle dimensioni dello schermo. Tra i primi 10 enti beneficiari del 5x1000 il 70% ha un sito mobile friendly: la percentuale si abbassa leggermente, 61,8%, considerando tutte e 500 le realtà non profit prese in esame. “Il digitale per noi è strumento di innovazione sia per comunicare e fare raccolta fondi, ma ancor più per fare recupero, prevenzione e formazione professionale”, commenta Antonio Tinelli, presidente di San Patrignano.