L’algoritmo di Fb rovina la Giornata della Memoria

Il mondo governato dagli algoritmi non solo è inquietante ma pure grottesco. In Italia ce ne rendiamo conto ogni volta che si parla dei grillini e si constata il loro demenziale modo di fare politica. Nel resto del mondo invece ci pensa Facebook. Che tra sabato e domenica ha rovinato tutta la solennità – spesso assai retorica – della giornata della memoria dell’Olocausto.

Come? Cancellando da più di un profilo di persone italiane di religione ebraica i filmati di Auschwitz al momento della liberazione dei prigionieri da parte dell’Armata Rossa in quel lontano giorno del gennaio 1945. Filmati visti migliaia di volte in tv con tutti quei poveri sopravvissuti nudi e scheletrici che guardano ai soldati russi come un fantasma osserva gli esseri umani. Ebbene ecco cosa si è sentito dire dall’algoritmo demenziale di Facebook uno che aveva postato il noto filmato e che se lo era visto rimuovere: “Questo post è stato rimosso perché viola gli standard della nostra community sulle immagini di nudo”.

Per di più è scattata anche la sanzione con il divieto di pubblicare qualsiasi cosa sul profilo per una settimana. Roba da chiodi. Neanche si trattasse di una scena hard. Non è la prima volta che l’algoritmo della società di Mark Zuckerberg la fa fuori dal vaso. Facebook nel settembre 2016 fu costretto a rimettere la foto del 1972, in precedenza rimossa, di quella bambina vietnamita in fuga, nuda e bruciata dal napalm dopo un bombardamento americano. Ovviamente tutti quelli che frequentano Facebook sanno che tanta furia censoria e iconoclasta l’algoritmo non la manifesta con le migliaia di siti antisemiti filoarabi o filoiraniani. Specie quelli che dicono di essere pro Palestina. E anche sulle nudità vige l’algoritmo dei due pesi e delle due misure: non si contano le prostitute e le adescatrici con immagini più che esplicite che mettono anche il cellulare per incontri erotici a pagamento e massaggi. Ecco, il mondo governato dagli algoritmi è proprio così. E quelli che voteranno a Cinque Stelle non facciano finta di non capirlo.