Wannacry colpisce anche la Boeing

Una notizia non buona dalla rete. Una storia di infezioni e di virus che non lasciano scampo. Il 24 marzo uno stabilimento di produzione dell’azienda statunitense Boeing, nella Carolina del Sud, Stati Uniti, appunto, è stato colpito da Wannacry, un malware che blocca l’accesso ai dati dei computer fino a quando non si paga un riscatto.

L’azienda è riuscita comunque a contenere la propagazione del software malevolo, che all’inizio si temeva potesse aver colpito alcune linee di produzione. “Abbiamo concluso la nostra valutazione”, ha chiarito Linda Mills, portavoce dell’azienda. “La vulnerabilità si è limitata a pochi computer. Abbiamo applicato gli aggiornamenti necessari. Non c’è stata alcuna interruzione, né al programma di produzione dei jet 777 né agli altri”.

Inizialmente, in una nota scritta da Mike VanderWel, ingegnere capo del dipartimento per la produzione di aerei commerciali dell’azienda, e riportata dal Seattle Times, si chiamavano tutti gli uomini ai loro posti (“all hands on deck”) per contenere l’effetto del virus. La notizia ha creato grande allarme a causa della pericolosità di Wannacry, che ha fatto la sua comparsa nel 2017 causando danni per milioni di dollari.